lunedì 18 novembre 2019

Di Vittorio era per salario minimo, approvare legge subito

Nell’anniversario della morte di Di Vittorio ringraziamo Marta Fana per aver ricordato la proposta di legge presentata il 14 maggio 1954 da Giuseppe di Vittorio, Teresa Noce, Vittorio Foa e tanti altri parlamentari comunisti e socialisti per la “fissazione di un minimo garantito per tutti i lavoratori”.
Una proposta che parla di noi e del nostro tempo quando nella relazione afferma che  “trova essenzialmente il suo fondamento nelle gravissime condizioni in cui versano centinaia di migliaia di lavoratori che pur sono regolarmente occupati”; e quando dopo aver  citato l’articolo 36 della Costituzione denuncia salari “che per la loro avvilente irrisorieta’ acquistano tutte le caratteristiche di veri e propri salari schiavisti” e che si hanno “situazioni di questa natura nonostante l’esistenza di contratti collettivi di lavoro e degli accordi interconfederali”. Oggi circa il 30% dei lavoratori è al di sotto dei 9 euro con salari da fame.
E’  al meglio di quella  grande tradizione operaia e sindacale e alla Costituzione che ci richiamiamo con alcune delle nostre proposte in difesa dei redditi e dei diritti dei lavoratori:
  • -Istituzione per legge di un salario minimo orario di nove euro per tutti i lavoratori,
  • -eliminazione del jobs act e di tutte le norme che producono precarietà, reintroduzione dell’articolo 18.
Il governo se vuole dare segni di cambiamento reale approvi leggi a favore di lavoratrici e lavoratori.

Antonello Patta
Responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Arcelor Mittal vuole solo chiudere. Intervento Pubblico

Nell’incontro col governo si svela il gioco di Arcelor Mittal che prosegue nel suo ricatto alzando la posta con richieste durissime tra cui quella di 5 mila esuberi.

Prima il problema era lo scudo penale, poi è diventato quello del calo della domanda, poi quello dei tempi troppo stretti per la messa in sicurezza dell’altoforno 2, quindi viene messo sul tavolo come se niente fosse che la stessa difficoltà si potrebbe porre sugli altri altoforni.
Tutte questioni che, a parte quello dello scudo penale sulla cui costituzionalità ci sarebbe da dire,  erano già note da tempo
Era chiaro che non si poteva lasciare che l’altoforno uccidesse ancora ed erano già stati ottenuti tre mesi di proroga per la messa in sicurezza, come in generale avrebbe dovuto essere chiaro che un paese civile non può permettere che si produca senza le garanzie di sicurezza per i lavoratori....

La mano pubblica e un piano nazionale di riconversione ecologica

Alfonso Gianni (il manifesto 9 novembre 2019)
La drammatica vicenda dell’Ilva richiama un groviglio di questioni e di responsabilità che bisognerebbe cercare di dipanare se si vuole trovare una soluzione alla terribile questione ambientale e sociale che essa ha suscitato.
Non è d’aiuto, anzi d’impaccio, inseguire le polemiche di una politica ridotta a una poltiglia di incapacità, incompetenze e irresponsabilità.
La gravità della situazione impone di andare alle radici del problema. Quando si confrontano e si scontrano due diritti fondamentali esplicitamente tutelati della Costituzione, due beni comuni potremmo anche dire, come il lavoro e la salute degli individui e della comunità, e tale scontro non trova soluzione, se non distruttiva per uno di questi diritti o per entrambi, nel perimetro determinato dalle scelte dell’industria privata votata al profitto, c’è un’unica soluzione possibile: la nazionalizzazione dell’impresa.

domenica 17 novembre 2019


 I PENSIONATI IN PIAZZA PERCHÉ IGNORATI E INASCOLTATI DAL GOVERNO.



Ieri i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato a Roma per protestare contro il governo che si è rifiutato di prendere in considerazione le pur moderate richieste avanzate sulla rivalutazione delle pensioni e sulla non autosufficienza: “Siamo invisibili, ignorati, inascoltati. Come se non esistessimo”.

Per la legge di Bilancio del governo Conte 2 in Italia non esiste un problema pensionati e la partita rivalutazioni è stata chiusa con la mancia insultante di 6 centesimi di aumenti. Gli alleati della maggioranza litigano su tutto, ma sulle pensioni sono tutti tacitamente d’accordo: il problema non si pone.

L’esatto contrario di ciò che dice l’osservatorio sulle pensioni dell’Inps da cui risulta che nonostante il numero delle pensioni continui a calare negli anni, i pensionati italiani sono sempre più poveri: la pensione di vecchiaia media non arriva a 1200 euro, con le donne che prendono la metà degli uomini, 12,6 milioni di pensioni non arrivano a mille euro, 10 milioni di pensioni sono sotto i 750, 6 milioni di pensionati prendono così poco da aver bisogno di integrazioni assistenziali.

martedì 21 maggio 2019

Decreto sicurezza bis, Ferrero: “Salvini peggiora le leggi del fascismo”


COMUNICATO STAMPA
DECRETO SICUREZZA BIS – FERRERO (LA SINISTRA): “SALVINI PEGGIORA LE LEGGI DEL FASCISMO. PER TUTTI, ITALIANI E MIGRANTI CON UN DECRETO ANTICOSTITUZIONALE”.

Paolo Ferrero, La Sinistra, dichiara:
“Vi ricordate il film fragole e sangue nel quale gli studenti seduti in terra vengono portati via dalla polizia facendo resistenza passiva? Con il Decreto sicurezza Bis quella resistenza passiva sarà punibile fino ad un anno di galera. Qualsiasi lotta dei lavoratori che banalmente escano da una fabbrica o da un ufficio per bloccare la strada potrà finire con la galera per i manifestanti in quanto anche la “resistenza passiva” verrà punita a prescindere dalla “particolare tenuità del fatto”.
Inoltre all’articolo 5 il decreto prevede un anno di galera “Nel caso di riunioni non preavvisate o autorizzate…”. Riunioni autorizzate o preavvisate? Siamo letteralmente allo stato di polizia che peggiora la normativa varata dal fascismo nel 1931.
Si tratta concretamente di un decreto fascista, anticostituzionale, contro i migranti come contro gli italiani e le italiane che – come hanno fatto dal 1945 in avanti – cerchino, lottando, di far rispettare i propri diritti.
Salvini tratta la Costituzione italiana come carta straccia, bisogna estendere la lotta contro questo ministro fascista”.
11 maggio 2019

lunedì 8 maggio 2017

"L'Italia, una repubblica fondata sul lavoro. E allora perché il presidente non è un'operaio?"



"L'Italia, una repubblica fondata sul lavoro. E allora perché il presidente non è un'operaio?". Un breve e illuminante scritto di Ivar Oddone

Gianni Marchetto, ex operaio Fiat, sindacalista della Fiom, oggi ricercatore sociale e blogger, ci ha inviato questa lucida e sintetica, e aggiungerei illuminante, riflessione di Ivar Oddone su lavoro e costituzione. 

1° MAGGIO - Art. 1 L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Punto. Che cosa vuol dire?
1. E' una domanda sul fatto che la società italiana attuale deve far rispettare l’art.1?
2. Che cosa chiede e a chi di fare rispetto a quell’articolo?
3. Votare per chi sostiene Marchionne è compatibile con l’articolo 1 della costituzione italiana?
4. Quale tipo di società è compatibile con l’articolo 1?

Effetto Jobs Act: i disoccupati over 50 superano gli under 24



Effetto Jobs Act: i disoccupati over 50 superano gli under 24
Governo (Poletti) e Pd (Renzi) celebrano per l’aumento dell’occupazione giovanile. Cgil: «Gli scostamenti decimali non incidono sulla stagnazione del mercato». Continua il crollo delle partite Iva e la crisi tra i lavoratori 35-49enni
A marzo i disoccupati con più di 50 anni hanno superato il numero dei disoccupati giovani tra i 15 e i 24 anni. In questo mese i primi erano 567 mila a fronte dei 524 mila tra chi ha meno di 25 anni. Tra febbraio e marzo 2017 i disoccupati «anziani» sono aumentati di 59 mila unità, 103 mila in più rispetto a marzo 2016. Ciò ha portato il tasso di disoccupazione ad aumentare al 6,7%, il livello più alto da novembre 2014 in questa fascia di età. Per l’Istat è la prima volta che accade dall’inizio delle serie storiche mensili (2004). Nelle classifiche del lavoro precarizzato e povero in Italia, questo storico sorpasso sembra essere dovuto principalmente alla fine della mobilità e alla riduzione temporale degli ammortizzatori sociali decisi dal Jobs Act

"La invisibile forza lavoro negli appalti"



"La invisibile forza lavoro negli appalti". Il domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
Una recente sentenza a tutela delle lavoratrici e i lavoratori nei cambi di appalto.
Lo scorso 28 aprile 2017, il Tribunale di Padova ha emesso una ordinanza importante a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori ed applica nella fattispecie l'art. 29 comma 3 dlgs 276/2003 come modificato dalla legge 122/2016, secondo cui l'assunzione di personale in occasione del cambio di appalto può configurare un trasferimento di azienda o ramo di azienda. In caso di trasferimento di azienda, l'art. 2112 codice civile impone il passaggio ope legis del personale da cedente a cessionario con conservazione dei diritti (quindi niente trattative al ribasso per intenderci).
Si può configurare trasferimento di azienda anche nel cambio di appalto che si realizzi mediante la mera assunzione di personale prescindendo dall'acquisizione di mezzi ove tale contingente di personale sia stabilmente organizzato e dotato di specifiche abilità e mantenga, con il cambio di appalto, la sua consistenza e attitudine a produrre determinati beni e servizi.

mercoledì 3 maggio 2017

«Il Pd è come Forza Italia. Sono crollati tutti i riferimenti»



«Il Pd è come Forza Italia. Sono crollati tutti i riferimenti». Parla Maurizio Acerbo, nuovo segretario di Rif. Com.

Pubblicato il 26 apr 2017
di Francesco Postorino 
Come giustificare un’intervista politica all’interno di una rubrica essenzialmente filosofica che si occupa di modernità, nichilismo e morte di dio? In un certo senso giunge in mio soccorso il nuovo segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, il quale lascia intendere in poche battute che il Partito democratico è l’esito di un processo degenerativo fondato sul nulla.

Il riformismo postmoderno, infatti, ha smarrito la bussola, ha ucciso i principi, e realizza di continuo politiche suicide o depressive a scapito degli ultimi, dei senza nome, di chi subisce gli effetti nocivi del turbo-capitalismo. I campioni della competitività e i molteplici adulatori della Third Way hanno voltato le spalle ai protagonisti del disagio. Servirebbe pertanto una sinistra degna del nome, che torni ai fondamentali e ricominci a parlare di giustizia sociale, di libertà autentiche e di spirito di emancipazione. Adesso ascoltiamo lui.

"E dal funanbolismo delle primarie del Pd nasce la nuova Democrazia Cristiana"



"E dal funanbolismo delle primarie del Pd nasce la nuova Democrazia Cristiana". 

Sono stati appena comunicati i dati ufficiali riguardante l’elezione diretta del segretario PD ( denominazione corretta per il tipo di elezione svolta in luogo di quella di inesistenti “primarie”).
E’ il caso allora di svolgere alcune prime valutazioni sulla base dei numeri assoluti, in attesa di conoscere i dati suddivisi per aree geografiche e quindi di analizzare scostamenti importanti rispetto alle diverse zone d’influenza di un partito che molto di recente ha subito una scissione da parte di “storici” dirigenti della sinistra italiana.