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domenica 16 febbraio 2020

FACCIAMO COME IN FRANCIA


FACCIAMO COME IN FRANCIA è lo slogan con il quale riparte Sabato 8 gennaio in tutta Italia la campagna , di Rifondazione Comunista sui temi sociali e del lavoro partita nel mese di dicembre con centinaia di iniziative in tutto il paese.

I lavoratori francesi sono in lotta con grandi mobilitazioni di massa per difendere il diritto a lasciare il lavoro con una pensione piena a 62 anni contro i Tentativi di Macron di allungare sine die l’età pensionabile e ridurre l’assegno, in sintonia con i dettami della Ue già largamente applicati in Italia con la legge Fornero.In Italia milioni di pensionati vivono con pensioni povere e soprattutto con le norme attuali sono moltissimi specie giovani e donne quelli che alla pensione non ci arriveranno mai se non con assegni di sopravvivenza. Questo in un paese in cui si registrano milioni di giovani disoccupati , precari o che non studiano e non lavorano che tirano a fine mese solo grazie ai pensionati con cui vivono. Un paese in cui in questi anni è continuata ad aumentare la povertà, calano gli occupati, crollano i posti fissi mentre aumenta il numero di lavoratori e soprattutto di lavoratrici a termine, il numero di precari ha raggiunto il record storico di 3 milioni e 123 mila unità.

Jobs Act bocciato in Europa, un mostro targato PD


Il Jobs act va abolito e l’articolo 18 ripristinato! Lo diciamo con la nostra campagna sociale e per i diritti dei lavoratori con volantinaggi nelle piazze e davanti alle fabbriche in tutta Italia in queste settimane.

Oggi apprendiamo che anche il Comitato Europeo dei diritti sociali ha stabilito, in risposta a un ricorso collettivo presentato dalla Cgil nel 2017, che le norme del Jobs Act violano i diritti dei lavoratori sanciti dalla Carta sociale Europea

Impediscono infatti sia il reintegro del lavoratore licenziato senza giustificato motivo sia la facoltà del giudice di commisurare l’indennizzo ai danni effettivamente subiti.

Il Jobs Act contro la Carta sociale europea


L’11 febbraio 2020, a seguito del reclamo collettivo n. 158 del 2017 presentato dalla CGIL con il sostegno della Confederazione Europea dei Sindacati, il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa ha riconosciuto che l’Italia viola il diritto dei lavoratori licenziati senza valido motivo “a un congruo indennizzo o altra adeguata riparazione” come previsto dall’art. 24, parte II, lett. b), della Carta sociale europea riveduta.

L’art. 24 della Carta sociale europea riveduta (Cser) sancisce il diritto di ogni lavoratore ingiustamente licenziato di ricevere una tutela effettiva e realmente dissuasiva nei confronti di comportamenti arbitrari del datore. Vale a dire che al lavoratore deve essere garantita la reintegrazione nel posto di lavoro oppure, se questa non è concretamente praticabile, un risarcimento commisurato al danno subito, senza “tetti” di legge che limitino il potere del giudice nel quantificarlo.

lunedì 27 gennaio 2020

Le pensioni di nonni e genitori rendono sostenibile il precariato di figli e nipoti

Istat. Le pensioni sono il primo reddito per 7,4 milioni di famiglie italiane. Da ricordare quando scatterà la prossima geremiade contro l’«apartheid» dei precari. Non sono i «vecchi» ad avercela con i «giovani». Sono entrambi sfruttati in una guerra che mantiene tutti in povertà. Non è una guerra tra generazioni. È il saccheggio di tutte le generazioni operato dal capitalismo oggi
Il Welfare più arretrato, disfunzionale e ingiusto d’Europa si regge grazie ai pensionati. La crisi sociale acutissima prodotta dal precariato strutturale di massa nell’ultimo trentennio è sostenibile solo grazie all’integrazione al reddito garantita dai genitori e dai nonni che mettono a disposizione l’assegno mensile e le varie forme di rendita accumulate nel corso di una vita di lavoro di una o più generazioni per sostenere figli e nipoti che vivono nell’economia dei «lavoretti».

Facciamo come in Francia. Al lavoro per un’alternativa sociale e politica

Il documento approvato dalla direzione nazionale del partito domenica 19 gennaio:

La direzione nazionale del PRC esprime soddisfazione per il risultato del 2×1000 e il più sincero ringraziamento a tutte le cittadine e i cittadini che hanno confermato il proprio sostegno al nostro partito e alle compagne e i compagni che hanno lavorato anche nel 2019 per conseguirlo. Un dato che ci colloca nel numero dei sostenitori al di sopra di partiti che sono in parlamento e godono di ben altra visibilità. E’ un dato che ci incoraggia e ci impone di rilanciare la nostra iniziativa politica.
I drammatici eventi sul piano internazionale determinati dalle azioni terroristiche dell’amministrazione Trump ci impongono innanzitutto il massimo impegno nella mobilitazione contro la guerra e per la rinascita di un movimento per la pace e il disarmo.
L’ultimo rapporto Istat con il dato di 7,4 milioni di famiglie che hanno come principale fonte di reddito le pensioni di genitori e nonni conferma la necessità di rimettere al centro il conflitto di classe e di una piattaforma di svolta rispetto alle politiche neoliberiste che hanno impoverito la società e precarizzato il lavoro.

In Francia stanno scioperando anche per noi: sosteniamoli!


In Francia stanno scioperando anche per noi: sosteniamoli!

Pensioni: Rifondazione Comunista lancia campagna di solidarietà concreta con scioperanti francesi

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea lancia un appello alla solidarietà concreta con i lavoratori francesi.

Invitiamo a fare versamenti alla cassa di solidarietà della CGT: IBAN FR76 4255 9100 0008 0028 5960 774 con la causale “Solidarietà italiana con i lavoratori francesi”.

Invitiamo a far circolare questo messaggio di solidarietà in tutti i luoghi di lavoro e nelle reti sociali e che altre/i si attivino a sostegno di una lotta che sta restituendo dignità e fiducia nelle proprie forze alla classe lavoratrice di tutta Europa.

giovedì 5 dicembre 2019

Non è un paese per giovani, vecchi e donne


A sette anni dalla controriforma Fornero sulle pensioni appaiono dispiegati gli effetti devastanti di quello che già allora definimmo come “la legge più violenta e antipopolare contro le condizioni di vita delle persone tra quelle approvate dal dopo guerra ad oggi”.

Una vera e propria bomba sociale che in nome dell’austerità neoliberista e con la falsa motivazione della non sostenibilità del sistema ha inferto un colpo durissimo alla previdenza pubblica per fare cassa, favorire i fondi privati e arricchire la speculazione finanziaria.
Ha perseguito con scientifica ferocia due obiettivi dichiarati; in primo luogo l’allungamento della vita lavorativa e l’allontanamento progressivo dell’età pensionabile aumentando nel tempo gli anni necessari al pensionamento sia di tipo anticipato che di vecchiaia per arrivare a 70 anni e oltre per tutti....

giovedì 28 novembre 2019

Riunione sulla sanità in Federazione

Ad un mese circa dalla costituzione del gruppo regionale , dopo che è stato approntato e stampato il volantino e mostra  è  necessario il passo successivo con  la costituzione dei gruppi di federazione per sviluppare il lavoro.

In rete e su face book il materiale compresa l’iniziativa di presentazione a Como all’ospedale S.Anna dei giorni scorsi.

Domenica con alcuni  compagni  margine del seminario regionale sul Partito Sociale  si è concordata   
la data di venerdì 29 /11 alle 18,30 per la suddetta riunione  c/o la Federazione di Milano

Abbiamo individuato alcune prime situazioni cui allargare, se hanno compagni/e interessati o che già intervengono sulla sanità.   

Per il materiale citato se necessario ci si può rivolgere al compagno Fabrizio (331 9034925) che lo ha già segnalato agli iscritti nel gruppo whatsapp Gruppo_sanità_Lombardia.

Roberto Acerboni
roberto.acerboni@fastwebnet.it
3395373470

“L’arroganza del potere : declassato il reparto di medicina neonatale di Rho”.

di Giovanna Capelli


Come una inesorabile mannaia la delibera della Giunta regionale lombarda del giorno 11 novembre declassa il reparto di Terapia Intensiva Neonatale a semplice reparto di patologia Neo natale. Un un potere ottuso e vorace decide contro le mobilitazioni di un territorio vasto (più di 10.000 firme, mobilitazioni, odg Consigli) per un reparto che era il fiore all’occhiello della zona per qualità e risultati delle cure, per dedizione degli operatori e sintonia con le famiglie che in quel reparto hanno affrontato il percorso delicato di accompagnare al mondo neonati prematuri, con grande tecnica e sapere e con grande umanità, come hanno testimoniato mamme e papà utenti per mesi di quel reparto. Ma dietro la evidente ottusità di chi si scontra contro la volontà esplicita di una opposizione territoriale spunta la ragione ultima di questa apparente insensatezza: spostare pazienti e soldi dal pubblico al privato. Alle porte di Rho nell’ area Mind sorgerà un grande ospedale privato. I conti e le prospettive delle destre sono chiare e vanno sempre nella stessa direzione, tocca noi fermare questo scempio.
RIFONDAZIONE Comunista condivide e partecipa a questa lotta.

Milano, 20/11/2019

domenica 17 novembre 2019


 I PENSIONATI IN PIAZZA PERCHÉ IGNORATI E INASCOLTATI DAL GOVERNO.



Ieri i pensionati di Cgil, Cisl e Uil hanno manifestato a Roma per protestare contro il governo che si è rifiutato di prendere in considerazione le pur moderate richieste avanzate sulla rivalutazione delle pensioni e sulla non autosufficienza: “Siamo invisibili, ignorati, inascoltati. Come se non esistessimo”.

Per la legge di Bilancio del governo Conte 2 in Italia non esiste un problema pensionati e la partita rivalutazioni è stata chiusa con la mancia insultante di 6 centesimi di aumenti. Gli alleati della maggioranza litigano su tutto, ma sulle pensioni sono tutti tacitamente d’accordo: il problema non si pone.

L’esatto contrario di ciò che dice l’osservatorio sulle pensioni dell’Inps da cui risulta che nonostante il numero delle pensioni continui a calare negli anni, i pensionati italiani sono sempre più poveri: la pensione di vecchiaia media non arriva a 1200 euro, con le donne che prendono la metà degli uomini, 12,6 milioni di pensioni non arrivano a mille euro, 10 milioni di pensioni sono sotto i 750, 6 milioni di pensionati prendono così poco da aver bisogno di integrazioni assistenziali.

lunedì 10 aprile 2017

Casa, affitti sempre più alle stelle.



Casa, affitti sempre più alle stelle. Ormai la differenza con la rata del mutuo si va annullando. E non è una buona notizia

Anche nel 2017 le spese per la casa ed i costi ad essa connessi rappresentano una degli oneri e dei problemi principali degli italiani.L’Osservatorio Nazionale della Federconsumatori ha monitorato i costi relativi al mantenimento di una casa (un appartamento-tipo, di 90 mq in una zona semicentrale di una grande area metropolitana) che nel 2017 risultano pari a 1.693,01 euro al mese per un appartamento in affitto (+8,81 euro al mese rispetto al 2016); 1.098,70 euro al mese per un appartamento di proprietà (+10,90 euro al mese rispetto al 2016).

I costi complessivi, dopo la lieve diminuzione del 2016, tornano a salire. Sebbene i costi delle abitazioni siano in calo, infatti, aumentano in maniera marcata le spese relative alle utilities ed alla telefonia fissa (dovuta alla modifica del periodo di emissione delle bollette, sceso a 28 giorni per uno dei principali operatori, operazione che determinerà un aumento pari ad una mensilità).

Sanità privata, i ticket spianano il terreno.



Sanità privata, i ticket spianano il terreno. Si prepara l'addio alla sanità pubblica. La denuncia di Cittadinanzattiva

L’esame delle urine nel privato costa circa 2,17€, mentre nel pubblico arriva a 16,17€ per effetto del superticket; l’emocromo in privato costa circa 9,89€, nel pubblico 20,89€ a causa del superticket. È l’effetto prodotto dal “Super Ticket” ovvero di un surplus di 10 euro sulla ricetta introdotto come provvedimento provvisorio nel 2011 e poi diventato strumento definitivo per fare cassa.

“Da anni chiediamo di abrogare il super ticket”, denuncia Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva. “Il combinato tra liste di attesa e caro ticket fa sì che, per una serie di prestazioni, in particolare quelle a più basso costo, il Servizio Sanitario Nazionale non sia più la prima scelta per i cittadini”, commenta Tonino Aceti.

Energia, dopo la sentenza dell'Authority del settore che ha sanzionato nove operatori ora arrivano i risarcimenti



Energia, dopo la sentenza dell'Authority del settore che ha sanzionato nove operatori ora arrivano i risarcimenti
L'Autorità per l’energia nei giorni scorsi ha sanzionato 9 operatori del settore disponendo la restituzione in bolletta degli indebiti importi previsti dalle società energetiche per il 2016. Si tratta di un giro d'affari piuttosto consistente, circa un miliardo di euro. Ad impugnare il reclamo fu il Codacons davanti al Tar della Lombardia sostenendo che gli aumenti delle tariffe erano basati sulle speculazioni dei grossisti.
“Abbiamo smascherato gli speculatori che sulla pelle dei poveri utenti avevano indotto l’Autorità dell’energia a concedere aumenti delle tariffe ingiusti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Adesso il principio che si afferma è che gli incrementi tariffari non si possono assolutamente concedere se i prezzi dell’energia sono gonfiati da atti illeciti, un principio logico e di civiltà che avrebbe dovuto essere adottato anche senza il ricorso del Codacons al Tar”.

Contrasto alla povertà, il ddl delega è legge



Contrasto alla povertà, il ddl delega è legge ma il modello resta quello del bonus renziano, con in più una sproporzione enorme con l'entità reale dei bisogni

Il Ddl delega sul contrasto alla povertà ha superato l’esame del Senato ed è diventato legge con 138 voti a favore e 71 contrari (21 gli astenuti). “Un passo avanti per venire in contro alle difficoltà delle famiglie. Impegno sociale priorità del Governo”: così ha tweettato il Premier Paolo Gentiloni. Con l’approvazione del Ddl sarà introdotto il cosiddetto reddito di inclusione per i nuclei familiari con i requisiti previsti dalla legge, pe rla verità molto restrittivi. Una misura che tra il 2017 e il 2018 sarà finanziata con 4 miliardi di euro grazie ai quali saranno aiutati circa 400 mila nuclei familiari.
Per beneficiare della misura sarà previsto un requisito di durata minima di residenza nel territorio nazionale. È previsto un graduale incremento del beneficio e dell’estensione dei beneficiari, da individuare prioritariamente tra i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, donne in stato di gravidanza, disoccupati di età superiore a 55 anni.
Attualmente il Sia (che diventerà Rei) è pari a 400 euro al mese che saranno elevati a circa 480 euro estendendo i requisiti di accesso.

Spending review: tagli choc al Welfare



Spending review: tagli choc al Welfare
Il Fondo nazionale per le Politiche sociali è stato tagliato da 313 a 99 milioni. Il Fondo per la non autosufficienza da 500 a 450 milioni. Lo ha deciso la conferenza Stato-Regioni il 23 febbraio scorso per rispondere all’imperativo dell’equilibrio di bilancio. «Dopo i tagli alla Sanità da 422 milioni – hanno denunciato i segretari confederali Cgil, Cisl e Uil Rossana Dettori, Maurizio Bernava e Silvana Roseto – questa è una mazzata».
Asili nido, aiuti alle famiglie povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza saranno praticamente azzerati con un maxi-taglio da 214 milioni. Non è messo meglio il fondo per il sostegno ai disabili gravissimi e anziani non autosufficienti a cui saranno prelevati 50 milioni. Una decisione che smentisce quella presa dal governo nel Dl Sud che aveva sbloccato una somma analoga per i malati di Sla sbloccati lo scorso 22 febbraio. Il taglio è stato confermato dal sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba in una risposta scritta all’interrogazione della deputata Pd Donata Lenzi in commissione Affari Sociali. La decisione sarebbe stata presa dalle regioni e dal ministero dell’Economia, senza consultare il ministero del lavoro.

Quelle tasse invisibili chiamate "costi di cittadinanza"



Quelle tasse invisibili chiamate "costi di cittadinanza". La ricerca di Federconsumatori

Quanto pagano le famiglie per i servizi essenziali? Assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, fornitura d’acqua, asili nido, raccolta rifiuti: quanto pesano queste voci sui bilanci familiari, considerate insieme alle addizionali Irpef comunali e regionali? In media richiedono una spesa di quasi 2500 euro l’anno ma molto dipende dalla città in cui si risiede: la più cara è Roma, dove l’insieme di queste voci sfonda il tetto di 3 mila euro, mentre costi più contenuti ci sono a Venezia, a Palermo e a Milano.

Federconsumatori li chiama “costi di cittadinanza”. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha dunque realizzato il quarto rapporto sui costi di cittadinanza, analizzando le spese sostenute dalle famiglie nel 2016 per usufruire dei servizi essenziali (assistenza sanitaria, trasporti pubblici locali, raccolta rifiuti, asili nido e fornitura di acqua) con l’aggiunta delle addizionali IRPEF comunali e regionali. Il confronto è stato fatto su 14 città metropolitane e considerando una famiglia tipo di tre persone – due adulti e un bimbo che nel 10% dei casi ha meno di 4 anni – che abita in un appartamento di proprietà di 100 mq e con un reddito di 36.000 euro annui (pari ad un ISEE di circa 18.000 euro).

giovedì 23 marzo 2017

Il punto sulla salute delle classi lavoratrici in Italia



Sanità, i quarant'anni di Medicina Democratica. Il punto sulla salute delle classi lavoratrici in Italia


Quarant’anni fa nasceva l’associazione Medicina Democratica, che, a differenza di Psichiatria Democratica e di Magistratura Democratica, precisa: “movimento di lotta per la salute”.


Questa precisazione ha un grande significato, in quanto i primi passi dell’associazione sono stati fatti a contatto con le realtà delle fabbriche che presentavano allora, anche più di oggi, livelli di nocività ambientale molto alti; infatti negli anni del dopoguerra, la divisione internazionale del lavoro aveva spostato le lavorazioni più nocive in Italia (raffinerie e derivati del petrolio, amianto, polivinili, ecc.); per alcune lavorazioni non spostabili si ricorreva a lavoratori immigrati (ad esempio nelle miniere di carbone belghe), lavoratori che poi ritornavano in Italia ammalati spesso con patologie alla cui origine era difficile risalire.

Si prepara l'addio alla sanità pubblica



Sanità privata, i ticket spianano il terreno. Si prepara l'addio alla sanità pubblica. La denuncia di Cittadinanzattiva

L’esame delle urine nel privato costa circa 2,17€, mentre nel pubblico arriva a 16,17€ per effetto del superticket; l’emocromo in privato costa circa 9,89€, nel pubblico 20,89€ a causa del superticket. È l’effetto prodotto dal “Super Ticket” ovvero di un surplus di 10 euro sulla ricetta introdotto come provvedimento provvisorio nel 2011 e poi diventato strumento definitivo per fare cassa.
Da anni chiediamo di abrogare il super ticket, denuncia Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva. Il combinato tra liste di attesa e caro ticket fa sì che, per una serie di prestazioni, in particolare quelle a più basso costo, il Servizio Sanitario Nazionale non sia più la prima scelta per i cittadini, commenta Tonino Aceti.
Siamo disponibili a ragionare con tutte le istituzioni che su questo vogliono agire concretamente e chiediamo di essere coinvolti da subito in questo percorso. Occorre abolire subito il superticket e i ticket aggiuntivi regionali dove ancora presenti.

lunedì 31 ottobre 2016

I complici firmano la rapina sulle pensioni



Bisogna ammettere che certe idee possono venire solo se ti prendi il tempo di riflettere per bene, magari andando in crociera con i soldi dei tuoi “azionisti”, com'è “capitato” al segretario generae della Uil. Cgil-Cisl-Uil hanno firmato un accordo in cui la rapina legalizzata contro i lavoratori a un passo dalla pensione diveta legge. Ciliegina sulla torta, in qualche passo non è nemmeno indicato il “tetto” entro cui determinati passaggi diventeranno norma. Al buon cuore del governo, insomma; ma intanto si firma.
Stiamo ovviamente parlando dell'accordo governo-sindacati complici siglato ieri a Palazzo Chigi, con tg e giornali di regime pronti a cantarne le lodi. Un florielgio di menzogne propagandistiche che avrebbero imbarazzato anche i gerarchi del Minculpop fascista. Leader di questa classifica indegna, come sempre, Repubblica: Fatto l'accordo sulle pensioni. Minime più alte”, oppure “quattordicesima, aumento del 30%”.
Vediamo i punti uno per uno.

mercoledì 26 ottobre 2016

PENSIONI, L'ACCORDO GOVERNO SINDACATI



In prossimità del referendum il governo ha deciso di condividere con i sindacati una decisione di spesa i cui effetti, però, sono avulsi dai nostri problemi strutturali economici e previdenziali

Si sta parlando molto del “verbale d’intesa” in materia previdenziale firmato dal governo e i sindacati, ma il suo rilievo effettivo non è tanto nei suoi contenuti – conosciuti da tempo e ancora molto incerti sulle modalità applicative – quanto nell’obiettivo politico del governo di condividere con i sindacati, in prossimità del referendum, una decisione di spesa i cui effetti, però, sono avulsi dai nostri problemi strutturali economici e previdenziali.
Per quanto riguarda la misura più attesa, l’anticipo pensionistico (APE), Il sottosegretario Nannicini, che insieme al ministro del lavoro Poletti ha condotto per il governo le trattative con il sindacato, ha chiaramente detto che il provvedimento non altera la logica della riforma Fornero i cui effetti deleteri economici, finanziari e politici sono stati già ampiamente dimostrati; infatti, esso potrà essere interessante solo per le ristrette categorie di lavoratori “disagiati” (l’ambito esatto è ancora da definire) che verranno esentate dalla restituzione del prestito bancario (di questo si tratta)– e dei connessi interessi e oneri assicurativi (fonte di utili certi per gli istituti privati coinvolti) – necessario per finanziare l’anticipo del pensionamento.