La decrescita infelice
In questi ultimi anni abbaimo assistito alla messa in pratica della decrescita infelice: per far decrescere lo spread decresce il
potere di acquisto di salari e pensioni decrescono i posti di lavoro in
generale ma in particolar modo per i
giovani, decresce il lavoro stabile decresce la possibilità di andare in
pensione, decresce lo stato sociale (sanità, servizi , assistenza ecc.)
Può diminuire la produzione ma aumentare la produttività
Senza la messa in discussione dell’accumulo del capitale e
del profitto la crescita felice, pur lodevole nei suoi proponimenti , resta una
pura illusione se non peggio
Se noi posiamo disquisire sulla decrescita dobbiamo prendere
atto che questo vale solo per noi mentre i paesi sottosviluppati ambiscono a
una crescita che li porti fuori dalla fame e dalle malattie ad una vita
dignitosa
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