domenica 22 dicembre 2013

CONFINDUSTRIA, CRISI PEGGIO DI UNA GUERRA:

Guerra dichiarata da Squinzi &c. al popolo italiano



Per Confindustria “Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale”. Danni “commisurabili solo con quelli di una guerra”. Una situazione che “mette a rischio la tenuta sociale”.

«Il presidente di Confindustria Squinzi ha ragione a dire che la crisi ha gli effetti di una guerra. La cosa che Squinzi non dice è che la guerra è stata dichiarata e viene combattuta quotidianamente proprio da Squinzi & C. – dai padroni e dai governi – contro i lavoratori e il popolo italiano. Ne è un esempio proprio il fatto che Squinzi sia d’accordo con Renzi su abolire l’articolo 18 per i neoassunti.


La crisi non è un fenomeno naturale ma è il frutto delle politiche neoliberiste che stanno ingrassando le banche e la rendita e producendo milioni di disoccupati. Per uscire da questa guerra bisogna redistribuire il reddito dai ricchi ai poveri e rovesciare completamente le politiche di austerità».
I dati della Banca d’Italia parlano chiaro: la maggiore eguaglianza in Italia la si aveva fino agli anni ‘80, quando sinistra e sindacati erano forti. Man mano che la sinistra è stata sconfitta, i ricchi sono diventati sempre più ricchi, fino ad arrivare alla vergogna attuale. In questa situazione Rifondazione propone la patrimoniale sulle grandi ricchezze e di mettere un tetto a stipendi e pensioni a 5.000 euro al mese: che dice Renzi, che esterna su tutto, su questo punto fondamentale della vita italiana?
P. Ferrero

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