Guerra dichiarata da Squinzi &c. al popolo italiano
Per Confindustria “Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale”. Danni “commisurabili solo con quelli di una guerra”. Una situazione che “mette a rischio la tenuta sociale”.
«Il
presidente di Confindustria Squinzi ha ragione a dire che la crisi ha gli
effetti di una guerra. La cosa che Squinzi non dice è che la guerra è stata
dichiarata e viene combattuta quotidianamente proprio da Squinzi & C. – dai
padroni e dai governi – contro i lavoratori e il popolo italiano. Ne è un
esempio proprio il fatto che Squinzi sia d’accordo con Renzi su abolire
l’articolo 18 per i neoassunti.
La crisi non
è un fenomeno naturale ma è il frutto delle politiche neoliberiste che stanno
ingrassando le banche e la rendita e producendo milioni di disoccupati. Per
uscire da questa guerra bisogna redistribuire il reddito dai ricchi ai poveri e
rovesciare completamente le politiche di austerità».
I dati della Banca d’Italia parlano chiaro: la maggiore eguaglianza in
Italia la si aveva fino agli anni ‘80, quando sinistra e sindacati erano forti.
Man mano che la sinistra è stata sconfitta, i ricchi sono diventati sempre più
ricchi, fino ad arrivare alla vergogna attuale. In questa situazione Rifondazione
propone la patrimoniale sulle grandi ricchezze e di mettere un tetto a stipendi
e pensioni a 5.000 euro al mese: che dice Renzi, che esterna su tutto, su
questo punto fondamentale della vita italiana?P. Ferrero
Nessun commento:
Posta un commento