domenica 15 giugno 2014

Riforma P.A., l'Usb conferma lo sciopero per il 19 giugno. Protesta dei medici: "Favori alla sanità privata"

L'Unione Sindacale di Base conferma la mobilitazione per il prossimo 19 giugno contro la riforma del pubblico impiego.

Dopo il varo del decreto legge da parte di palazzo Chigi, il sindacato di base è ancora più convinto a lanciare un preciso messaggio di contestazione.

Secondo Usb, la riforma e' "mirata a ridurre la pubblica amministrazione a servizio delle imprese mentre prosegue il blocco dei contratti e si avvia la contrattazione esclusivamente normativa, togliendo dunque salario e diritti a tutti i dipendenti pubblici". Secondo l'Unione sindacale di base, "vengono ignorati i 250.000 precari, per i quali non si accenna a nessuna prospettiva di stabilizzazione, mentre il taglio e l'accorpamento su base regionale di centinaia di Enti, sia verticali che orizzontali, unito alla chiusura o l'accorpamento di migliaia di aziende partecipate, provochera' non solo una inevitabile ricaduta occupazionale, ma la fortissima riduzione dei servizi alla cittadinanza".

 Per decreto inoltre, viene imposta "la mobilita' obbligatoria entro 50 Km, anche fra enti diversi e il demansionamento, per tutti coloro che a seguito dei tagli, delle privatizzazioni e degli accorpamenti (anche dei singoli uffici nei singoli enti) saranno dichiarati in esubero, o piu' semplicemente saranno considerati inutili". L'Usb contesta inoltre il taglio del 50% di tutti i permessi sindacali e dei distacchi di ogni singola organizzazione sindacale a partire dal 1 agosto.
Mentre la Cgil affida il proprio giudizio negativo a un lungo documento, Cisl e Uil di categoria fanno sapere che il provvedimento del Governo non va bene. Ma il camaleontico Raffaele Bonanni riesce comunque ad imbrogliare la situazione parlando di una rinuncia volontaria allo sciopero generale. "Il perche' di questa scelta - spiega - sta tutto in una domanda: si puo' affrontare una riforma della pa senza mettere mano alla corruzione? Sono 5 anni che c'e' il tormentone del fannullonismo per nascondere le brutture presenti, sopratutto nelle realta' locali". "Non voler rivedere tutte le 30 mila stazioni appaltanti fa comodo solo alla rendita. E se la risposta a tutto questo sta nel tagliare i distacchi sindacali, la cosa si commenta da se'", aggiunge Bonanni ribadendo la necessita' di incalzare senza tregua il governo proprio su questo tema. "Solo se si adotta una terapia draconiana sulla corruzione ci potra' essere movimento con spostamento", conclude.
A respingere la cosiddetta riforma sono anche i medici di Anaao Assomed, il cui segretario Costantino Troise, si dice preoccupato per le norme sulla mobilita' coatta “se non escludessero, come pareva alla vigilia, scuola e sanita', e quelle sul pensionamento”. L'ennesima riforma della previdenza dopo quella del ministro Fornero - prosegue - continua a non tenere conto della specificita' e della delicatezza dell'attivita' medica, prevedendo nelle strutture sanitarie piu' o meno immediate decapitazioni di saperi e competenze non facilmente, ed immediatamente sostituibili''.
Troise parla di “scure sui medici” e di “ennesimo colpo alla sanita' pubblica”. “Insomma, un regalo alla sanita' privata –aggiunge - che utilizzera' competenze professionali formatesi anche a spese del pubblico, per fare concorrenza alla sanita' pubblica''.                                                                       

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