domenica 11 ottobre 2015

MARINO L'ONESTO. CHI FESTEGGIA E CHI NO



MARINO L'ONESTO. CHI FESTEGGIA E CHI NO
di Bruno Carchedi

E così Renzi ce l'ha fatta. Dimissionato Marino, si odono rumori di grande festa. Festeggiano Lega e fascisti, festeggiano Del Debbio, Sallusti e Santanchè, che per due anni hanno dedicato tutte le loro energie a demolire la figura del sindaco di Roma con una campagna di menzogne e mezze verità. Festeggiano i parenti e amici di Alemanno piazzati all'Atac a prendere uno stipendio.
Festeggia Mafia capitale che potrà riprendere i propri affari senza ulteriori rotture di palle. Festeggiano i corrotti e i corruttori, i ladri di denaro pubblico, i palazzinari, i commercianti abusivi e gli abusivi di ogni tipo, i cementificatori delle spiagge di Ostia, quelli che fanno i soldi con le megadiscariche e il business dei rifiuti. Il bestiario che - indisturbato - ha sempre infestato Roma, con amministrazioni di ogni colore.

Festeggia Giovanardi e tutti i bigotti di ogni ordine e grado, gli organizzatori delle pie giornate della famiglia, le caricature di Savonarola che si arrogano il diritto di mettere il naso nelle mutande degli altri, tutti quelli che non potevano sopportare l'idea che nella città del giubileo ci fosse un sindaco che istituiva il registro comunale delle unioni civili, celebrava il matrimonio fra persone dello stesso sesso e si metteva alla testa del Gay Pride.


Festeggia Renzi che ha fatto fuori una persona per bene del suo partito, che ha avuto la sola colpa di non ridursi a fare il Renzi boy come tutta la marea di leccapiedi e opportunisti piddini, uomini e donne, che hanno portato il cervello all'ammasso del renzi-liberismo.
E festeggia anche il M5S che spera di eleggere il prossimo sindaco in base ad uno squallido calcolo solo elettorale, fregandosene altamente dei cittadini romani (ma il M5S, che ha sempre attaccato ferocemente Marino, non era quel partito che faceva dell'onestà degli eletti nelle istituzioni una bandiera programmatica?).
Non festeggiano le persone oneste e di sinistra che hanno eletto Marino, disposte a passare sopra a qualche scontrino di troppo per l'iperbolica cifra di qualche migliaio di euro in due anni, pur di garantirsi per almeno altri quattro anni la continuazione dell'opera di risanamento.

Marino ha fatto la fine del pesciolino rosso immerso in una vasca piena di squali con i denti a sciabola. C'era da prevedere come sarebbe andata a finire. Risentiremo parlare di Marino? Temiamo di no. Speriamo di sì.

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