Le 50 bombe nucleari statunitensi stoccate nella base di Incirlik in Turchia dovrebbero essere trasferite ad Aviano nella omonima base aerea e immagazzinate insieme agli ordigni già presenti. Era una notizia già trapelata e rilanciata da Bloomberg che riporta dichiarazioni del generale in pensione Charles Chuck Wald che parla chiaramente di “urgente bisogno di ricollocazione”.
L’Italia è già il paese europeo con
più armi nucleari americane e ben due basi. Con lo stoccaggio di quasi un
centinaio di bombe nucleari la base aerea di Aviano (e con essa l’Italia)
diventerebbe la prima in Europa per numero di ordigni nucleari custoditi. Una
palese contraddizione rispetto all’articolo 11 della Costituzione recita
“L’Italia ripudia la guerra” e la nostra adesione al trattato di non
proliferazione nucleare (TPN).
La notizia non sembra avere destato
l’interesse di nessuno al governo, nell’opposizione di destra e nemmeno nella
Regione Friuli governata da presunti sovranisti. Nessuno ha chiesto
spiegazioni.
Dall’estrema destra ai 5stelle,
passando per il PD i “bisogni” militari degli Stati Uniti sono sempre
ossequiosamente serviti anche a costo di trascinare tutto il Paese in una
guerra fredda 2.0 che i nostri alleati rilanciano dai tempi in cui finì la
prima.
Già dal 2014 è disponibile uno
studio del governo austriaco (consultabile qui) che
simula una esplosione nucleare da 250 kilotoni nella base di Aviano. La
simulazione registra 240 mila vittime che potrebbero ridursi ad 82 mila se la
popolazione fosse “sheltered” ossia dotata di appositi rifugi contro il
fallout.
Cosa dobbiamo fare? Costruire rifugi
anti-atomici aspettando che la simulazione diventi realtà?
La giunta Fedriga e tutto il
consiglio regionale prendano una posizione chiara e netta sulla questione e si
attivino per informare la popolazione sui devastanti rischi correlati alla
presenza di ordigni nucleari sul territorio regionale.
Il governo italiano neghi
preventivamente la disponibilità ad ospitare nuovi ordigni nucleari e si
sbarazzi in tempi brevi di quelli già presenti!
Cessino gli addestramenti al
bombardamento nucleare dei piloti militari italiani in ambito Nato e si
cancelli l’acquisizione degli F35 (cacciabombardieri abilitati al “first
strike” nucleare);
Si rendano pubblici gli accordi
bilaterali (mantenuti segreti dal 1954) che regolano la presenza militare
statunitense sul territorio nazionale come primo passo per un loro definitivo
superamento.
Alle porte del 2020 l’Italia può e
deve uscire dal regime di sovranità limitata in cui si trova dalla fine della
seconda guerra mondiale; può e deve uscire dalla stessa Nato, la più obsoleta
ed aggressiva organizzazione militare al mondo.
Questo Paese deve ritornare al
futuro e muovere passi concreti verso il disarmo, la pace e la cooperazione.
Rilanciamo la mobilitazione per il disarmo nucleare!
Maurizio
Acerbo, segretario nazionale
Roberto
Criscitiello, segretario regionaleRifondazione Comunista – Sinistra Europea
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