venerdì 17 giugno 2016

Landini: “Non vorrei che si arrivasse alle pensioni a tutele progressive”

Pensioni, toni sfumati e tanta cautela. Il più netto è Landini: “Non vorrei che si arrivasse alle pensioni a tutele progressive”

 Toni sfumati e tanta cautela da parte dei sindacati sulla proposta previdenziale del Governo, che pur di non cambiare la legge Fornero si sta intentando uno strumento, l'Ape, tanto cervellotico quanto penalizzante a carico dei lavoratori. Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, ha usato le parole più esplicite ribadendo il proprio no alla proposta avanzata dal Governo sulla flessibilita' per le pensioni.

"Siccome si sono inventati il contratto a tutele progressive, che in realta' di progressivo non ha nulla ne' di tutela, io non vorrei si fossero inventati le pensioni a tutele progressive", contesta Landini a margine di un evento a Bologna per i 115 anni della Fiom.

"Quando un'azienda fa le assunzioni il lavoro non ha tutele e gli diamo soldi nostri, se una persona che lavora dopo quarant'anni, avendo pagato i contributi, addirittura deve essere lui che va in prestito. Questa cosa non ha senso", ribadisce Landini.

"Non e' utile che un tema come questo venga trattato con espedienti di questo genere - conclude- la riforma Fornero va modificata strutturalmente e bisogna cambiare il sistema puramente contributivo, introducendo un sistema pensionistico con elementi di solidarieta' al suo interno e garanzie minime per tutti".

Posizione molto meno frontale, invece, da parte di Susanna Camusso, leader della Cgil. "Quella del prestito pensionistico non e' una idea originale, ne avevamo gia' sentito parlare. Avevamo chiesto una modifica strutturale della legge Monti-Fornero che e' fatta di molti aspetti e su molti non abbiamo ancora risposte, quindi non siamo in grado di dare valutazioni.

Anche la proposta del prestito ha senso se e' una scelta previdenziale che permetta ai lavoratori di ragionare sulla loro pensione in ragione della qualita' del lavoro e della faticosita' del lavoro che hanno. Mi pare che ci sia ancora molto lavoro da fare".
Per il segretario della Cisl Anna Maria Furlan la proposta in linea di massima va bene ma solo se si fa più reale l’allegerimento della restituzione del prestito attraverso le detrazioni fiscali.

Infine, il segretario del Prc, Paolo Ferrero. “La misura del governo è una bugia, perché si configura come un taglio sulle pensioni e al contrario di quello che dice Renzi, come una penalizzazione per i lavoratori e un favore a banche e assicurazioni”. (qui l'intervista a Ferrero)

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