"Fu Calderoli ad
usare il termine "scimmia" come insulto razzista, ma il Pd lo salvò
dall'incriminazione".
Intervento di Giorgio Cremaschi
L'inventore di "scimmia", e simili, come
insulto razzista fu qualche anno fa tale Calderoli, parlamentare della Lega
Nord. Lo rivolse all'indirizzo dell'allora ministro Kyenge. In questo pezzo
Giorgio Cremaschi aggiunge qualche particolare in più. Sottolinea, cioè, come a
salvare Calderoli fu il Pd, andando contro una rappresentante del suo stesso
partito.
Nel Senato giunse la richiesta di autorizzazione a procedere per razzismo contro il senatore della Lega Nord. Ben 81 parlamentari del PD , quasi tutti, votarono per salvare Calderoli che poi ricambiò il favore ritirando molti suoi emendamenti su leggi del governo. Questo schifo dimostra che viene dal palazzo la tolleranza contro il razzismo.
Nel Senato giunse la richiesta di autorizzazione a procedere per razzismo contro il senatore della Lega Nord. Ben 81 parlamentari del PD , quasi tutti, votarono per salvare Calderoli che poi ricambiò il favore ritirando molti suoi emendamenti su leggi del governo. Questo schifo dimostra che viene dal palazzo la tolleranza contro il razzismo.
Dare della scimmia ad un
altro essere umano è l'atto abbietto e violento di un razzista che colpisce
tutta la nostra umanità. Dovrebbe essere combattuto e punito con tutto il
rigore possibile, come teoricamente già prevede la legge. Invece finora si è
reagito col politicamente corretto, con le battute di spirito, con
atteggiamenti che alla fine hanno reso questo linguaggio nazista alla stregua
di qualsiasi altro insulto.
Anzi per Calderoli si è detto dal Senato che
dare dell'orango ad una donna è normale critica politica. Poi c'è la vita
quotidiana, dal calcio, al lavoro, alla stessa scuola, dove gli insulti
razzisti non ricevono quel disprezzo e quella condanna e quelle punizioni che
dovrebbero avere. Voglio qui ricordare il terribile comitato di mamme di
S.Colombano, a Brescia, che sono state ricevute in pompa magna dal Prefetto
perché chiedevano che i loro figli non vedessero, ripeto vedessero, i pochi
profughi ospitati in paese.
E che dire poi della
tolleranza contro tutte le forme di esplicito e dichiarato neofascismo? Che violano
la legge e la Costituzione, ma che invece vengono permesse e a volte persino
protette dalle pubbliche autorità. Sul Garda pochi giorni fa c'è stato un
raduno internazionale di nazisti, lasciato tranquillo dalle pubbliche autorità.
Bisogna allora ricordare
che i fascisti e i razzisti sono illegali in Italia, la legge non consente né
di dire scimmia né di fare il saluto romano. Ma oggi chi ha questi
comportamenti non paga nulla. Anzi chi contesta i raduni fascisti e razzisti si
prende le cariche e le denunce della polizia. Un vecchio slogan degli anni 70,
particolarmente sentito dopo la strage fascista di Brescia, diceva: "MSI
fuorilegge abbasso la DC che lo protegge!" Queste parole vanno riprese ed
attualizzate, contro le memorie condivise e tutte le forme di legittimazione
del fascismo e del razzismo che hanno percorso la classe politica italiana
negli ultimi decenni. Nessuna tolleranza per i razzisti e i fascisti e nessuna
giustificazione per chi nel palazzo tradisce la Costituzione Repubblicana.
Nessun commento:
Posta un commento