domenica 10 luglio 2016

Ttip/1, solo il 3% dei consumatori italiani accetterebbe carne da animali clonati



Ttip/1, solo il 3% dei consumatori italiani accetterebbe carne da animali clonati

"Solo il 3% degli italiani e' d'accordo che anche in Italia si possa consumare carne e latte proveniente da animali clonati". E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti/Ipr marketing divulgata nell'anniversario dei 20 anni dalla nascita della pecora Dolly.
"La commercializzazione di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati- sottolinea la Coldiretti- e' un rischio che gli italiani non vogliono correre, non accettabile dai consumatori, che pone insormontabili problemi anche di natura eticaQ.

La prima clonazione animale annunciata risale alla pecora Dolly nata il 5 luglio 1996, ma da allora si e' intensificato lo sfruttamento commerciale di tale tecnica in molti Paesi ed oggi - rileva l'associazione agricola - e' possibile clonare un animale con una spesa attorno i diecimila euro e la tecnica riguarda gia' molti animali da allevamento dalle pecore ai maiali, dai tori ai cavalli".

L'atteggiamento degli italiani e' anche "un segnale chiaro nei confronti delle trattative sugli accordi di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti (Ttip) dove la pratica della clonazione animale si e' rapidamente diffusa, al pari di Brasile e Argentina", afferma Coldiretti.

"L'Unione Europea non puo' rinunciare agli elevati standard di qualita' raggiunti nell'agroalimentare ma, al contrario, bisogna guardare alle domande che vengono dal mercato, sia in Europa che in Usa, ed innalzare il livello di sicurezza dei prodotti perche' se e' vero che per i nostri consumatori sono inaccettabili la carne trattata agli ormoni, il pollo varecchinato, piuttosto che la carne clonata, e' altrettanto vero che anche negli Usa cresce solo la domanda di prodotti italiani legati al territorio con forte natura identitaria.

Prodotti che vanno dunque tutelati rispetto al fenomeno dell'agropirateria che sul falso Made in Italy fattura 20 miliardi di euro negli Stati Uniti", dice il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. 

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