Il Jobs act va
abolito e l’articolo 18 ripristinato! Lo diciamo con la nostra campagna sociale
e per i diritti dei lavoratori con volantinaggi nelle piazze e davanti alle
fabbriche in tutta Italia in queste settimane.
Oggi apprendiamo che
anche il Comitato Europeo dei diritti sociali ha stabilito, in risposta a un
ricorso collettivo presentato dalla Cgil nel 2017, che le norme del Jobs Act
violano i diritti dei lavoratori sanciti dalla Carta sociale Europea
Impediscono infatti
sia il reintegro del lavoratore licenziato senza giustificato motivo sia la
facoltà del giudice di commisurare l’indennizzo ai danni effettivamente subiti.
Ricordiamo con rabbia
che questo mostro giuridico contro i lavoratrici e i lavoratori è stato
approvato da un governo di centrosinistra e non ci se la cava scaricando solo
su Renzi la responsabilità che riguarda l’intero PD.
Chi snobba con una
pretesa superiorità intellettuale l’elettorato operaio perché poco istruito e
alla moda dovrebbe ricordare che i governi del PD hanno colpito duramente e
offeso nella dignità la classe lavoratrice di questo paese.
Abbiamo la sensazione
che se non “Facciamo come in Francia” – per dirla con la parola d’ordine della
nostra campagna – ce la possiamo scordare l’ abolizione del Jobs Act e la
restituzione ai lavoratori dell’articolo 18.
Per riconquistare
diritti, salari e pensioni, è indispensabile la ripresa delle lotte di tutto il
mondo del lavoro.
Bisogna rompere la
continuità nelle politiche neoliberiste praticate dai governi di centrosinistra
e di centrodestra.
Torniamo a riempire
le piazze non solo contro Salvini ma per i diritti di tutte e tutti, per un
cambiamento reale.
·
Maurizio Acerbo,
segretario nazionale
·
Antonello Patta,
responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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