domenica 27 settembre 2015

USI AD OBBEDIR TACENDO



"Usi a obbedir tacendo. E' il vero tweet di Renzi contro i lavoratori”


Il tweet di Matteo Renzi che inveisce contro i sindacalisti che sarebbero nemici dell'Italia è autentico linguaggio fascista. Il regime di allora considerava italiano tutto ciò che era dalla sua parte e antitaliana ogni opposizione. Che poi Renzi e Franceschini aggrediscano i lavoratori e il loro diritto democratico a riunirsi nel nome della cultura aggiunge beffa all'infamia. I lavoratori del Colosseo e di altri beni culturali hanno completamente ragione. Gestiscono con competenza e passione un patrimonio di tutti mentre governi e burocrazia li mettono in condizioni di disagio permanente. Taglio degli organici, turni massacranti, straordinario e talvolta orario normale non pagati. È un miracolo che si rinnova tutti i giorni che i grandi siti archeologici ed i musei siano aperti.

Si dovrebbe solo gratitudine all'abnegazione di chi fa funzionare un sistema sottoposto a tagli di risorse e di posti di lavoro. Invece il più insulso ed inutile dei ministri della cultura, Dario Franceschini, compare in pubblico solo per minacciare chi il sistema culturale lo fa funzionare. E un presidente del consiglio che spende una valigia di euro in voli di stato, magari per andare a vedere il tennis, accusa di antitalianità chi vorrebbe che il servizio pubblico funzionasse meglio. Certo all'Expo di Milano ci sono lavoratori che in seguito ad accordo con CGIL CISL. UIL gratis ci lavorano davvero. In quel caso il sindacalismo diventa patriottico, mentre se rivendica la retribuzione delle ore lavorate danneggia il paese.

AUSTERITA' CULTURA DI MORTE



Austerità cultura di morte. La mostruosità del taglio degli esami diagnostici".


Che cosa rende una visita, un esame clinico, inutile? Il fatto che il paziente non abbia nulla. Che cosa lo rende particolarmente inutile? Il fatto che questo esame sia stato prescritto solo in via precauzionale, magari proprio solo per escludere il rischio malattia e tranquillizzare il paziente.
Questi esami inutili, se passa il provvedimento legislativo annunciato dal governo, non si potranno più fare, pena sanzioni contro il medico che li prescrive. Quindi saranno utili solo gli esami clinici che riscontrino effettive patologie, magari irrecuperabili.

Ci rendiamo conto della mostruosità di questa misura, naturalmente giustificata con la necessità del rigore nei conti dello stato?

UN ITALIANO SU DUE RINUNCIA A CURARSI



Sanità, un italiano su due rinuncia a curarsi perché non ha i soldi. I risultati di un'indagine di Altroconsumo


Quasi un italiano su due rinuncia a spese mediche necessarie per mancanza di soldi e questa percentuale è ancora maggiore (arriva a sei su dieci) nelle famiglie che hanno un reddito basso. Si rinuncia soprattutto alle cure odontoiatriche, alla riabilitazione fisica, alle cure ortopediche e oftalmiche e talvolta anche a cure urgenti.

 Nel giorno in cui si dibatte sulle prestazioni sanitarie a rischio inappropriatezza che potrebbero diventare a carico dei cittadini fa pensare un’indagine realizzata da Altroconsumo.

 Il ministero della Salute ha presentato ai sindacati dei medici il decreto sulle prestazioni sanitarie considerate inappropriate: si tratta di 208 prestazioni a rischio “spreco” che comprendono tac, risonanze magnetiche, odontoiatria, prestazioni di laboratorio, test allergici e genetici. Una lista di prestazioni che potranno essere ottenute solo rispettando delle condizioni di derogabilità: in caso contrario saranno a carico dei cittadini.

mercoledì 10 giugno 2015

Documento approvato dal Comitato Politico Nazionale del PRC (Roma, 6-7 giugno 2015)



Le elezioni regionali

Il dato macroscopico con cui confrontarsi è quello dell’astensionismo. Vi è un calo di circa 10 punti percentuali (che sia pure in misura leggermente ridotta si riproduce anche nelle elezioni comunali). Nelle elezioni regionali va quindi a votare un cittadino su due. Il punto centrale che emerge da questo risultato è il fatto che le politiche di austerità scelte dai governi da oramai più di un ventennio stanno producendo una disaffezione sociale dalla politica tale da mettere in discussione la democrazia. Questo fenomeno è particolarmente accentuato per quanto riguarda le regioni. Le regioni, con ¾ del bilancio concentrato nella sanità, sono un livello istituzionale il cui ruolo è sostanzialmente ridotto ad applicare le politiche di austerità con effetti diretti sulla popolazione. Le politiche di austerità stanno quindi producendo un fenomeno strutturale di distruzione del patto costituzionale nel suo punto di maggior delicatezza: il rapporto tra il popolo e la politica in quanto tale. Non è sufficiente una proposta politica alternativa sulle politiche economiche che non contempli parallelamente una proposta di costruzione di un nuovo percorso democratico. Non è più possibile una battaglia puramente difensiva sulla democrazia perché questa è già oggi in larga parte svuotata dalle politiche neoliberiste decise su scala europea.

TTIP E PARLAMENTO EUROPEO



TTIP: parlamento europeo diviso su ISDS, voto su relazione Lange rimandato!



Roma, 9 giugno 2015 

Il voto previsto domani 10 giugno a Strasburgo sulla Relazione Lange slitta  a data da destinarsi. Lo ha deciso il presidente Schulz applicando l'articolo 175 del regolamento del Parlamento Europeo dopo essersi consultato con il presidente della Commissione Commercio Internazionale (INTA).  Il motivo? I 200 emendamenti presentati e la richiesta di voti separati e con chiamata nominale. Toccherà  probabilmente di nuovo a INTA decidere sugli emendamenti e le proposte presentate in plenaria.‎
Sembra evidente che nel  gruppo dei Socialisti & Democratici la questione dell’ISDS stia diventando esplosiva e che gli accordi con i Popolari non siano poi così solidi.
La mobilitazione di questi giorni di cittadini e reti di movimento, grazie ai due milioni di firme raccolte e alla pressione diretta della società civile sui Parlamentari Europei,  ha certamente giocato un ruolo fondamentale nel rafforzare queste spaccature. Dunque, le criticità sollevate durante questo periodo dalla Campagna Stop TTIP non erano vaneggiamenti privi di basi, bensì riguardavano pericoli concreti di mutamenti irreversibili dell'ordinamento democratico europeo e nazionale. La richiesta resta perciò immutata: nessun accordo è meglio di un pessimo accordo.
Adesso  è necessario aumentare il controllo democratico della societa' civile sulla prossima riunione della Commissione Commercio Internazionale, per evitare che ancora una volta si assista all'ennesimo furto della democrazia a vantaggio dei forti interessi commerciali.

PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI: RIPARTONO I RICORSI



PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI: RIPARTONO I RICORSI
di Armando Rinaldi
Con Decreto Legge 21 maggio 2015 nr. 65, il Governo ha tranquillamente aggirato la sentenza della Consulta (sentenza nr. 70 del 30 aprile 2015) che dichiarava illegittimo il provvedimento contenuto nella riforma Fornero che stabiliva il blocco della rivalutazioni delle pensioni superiori a tre volte la pensione minima.
Un provvedimento quello del Governo Renzi che, oltre ad infischiarsi della suddetta sentenza, è in contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 136 (efficacia delle Sentenze della Corte), art. 36 (diritto alla giusta retribuzione) e art. 38 (diritto all’adeguatezza della pensione).
Il 29 maggio, quindi successivamente alla emanazione del Decreto del Governo e non riconoscendone i fondamenti, un giudice di Napoli ha accolto il ricorso di un pensionato ingiungendo all’INPS di pagare l’intero importo dovuto per la mancata perequazione della sua pensione negli anni 2012-2013.
Contemporaneamente varie associazioni e sindacati stanno lavorando alla presentazione di nuovi ricorsi mentre è ancora pendente una class action sul tema avviata dal Codacons e che ha raccolto migliaia di adesioni.
A coloro che sono stati penalizzati dai provvedimenti in materia contenuti nella Riforma Fornero e dal successivo, recente, Decreto del Governo, si suggerisce di presentare domanda di ricostituzione della pensione non perequata negli anni 2012-2013 inviando raccomandata con ricevuta di ritorno alla Sede INPS di appartenenza. Tutte le informazioni in merito (incluso i facsimile della lettera da inviare all’INPS) sono reperibili a questo link: www.iacoviello.it.
Chi ha già presentato ricorso sia a livello individuale che come aderente ad iniziative di sindacati e associazioni non è necessario che invii la lettera all’INPS.

LE FALSE PROVE CONTRO IL SISTEMA PREVIDENZIALE



LE FALSE PROVE CONTRO IL SISTEMA PREVIDENZIALE


Da oltre 20 anni siede costantemente sul banco degli imputati, accusato di leso bilancio dello stato, il sistema pensionistico che centrodestra, centrosinistra e governi tecnici hanno inesorabilmente bastonato. Le prove poste a suo carico: la durata media della vita, ahimè, si è innalzata e i lavoratori attivi devono mantenere la pensione a troppi anziani; la finanza pubblica non ce la fa più a sostenere il peso delle pensioni; il sistema retributivo usava i contributi di coloro che lavorano non per “capitalizzarli” al fine di poter erogare loro la futura pensione, come avviene con una sana assicurazione privata, ma – che vergogna! – per pagare le pensioni a chi è già è stato collocato a riposo; e, ultimamente, la notizia che la spesa per la previdenza è oltre il quadruplo della spesa per la scuola.

lunedì 8 giugno 2015

in EXPO 2015 violate le granzie costituzionali



Rifondazione Comunista: In Expo 2015 violate le garanzie costituzionali dei cittadini e licenziati 600 lavoratori. Sia fatta chiarezza, si sospendano tali procedure e si dica chi ha autorizzato l’avvio di schedature di massa.    

 I vertici di Expo spa confermano con preoccupante disinteresse, che 600 persone sarebbero state licenziate a causa del parere negativo della Questura e che ben 60 mila sono le persone sottoposte a controllo di polizia. Confermato che sono state utilizzate le informazioni di schedatura dello Sdi. Quali reati hanno commesso queste persone per non essere ammessi al lavoro? Su quali informazioni sono stati schedati 60 mila cittadini? Reati di opinione politica e sindacale?

Rifondazione Comunista ritiene che nel sito Expo 2015, si sia nei fatti autorizzato uno stato di sospensione delle garanzie costituzionali dei cittadini. Un atto di gravità inaudita che nessuna norma di sicurezza può giustificare. Chiediamo a Governo, Regione Lombardia e in particolare all’Amministrazione Comunale di Milano, se e quando siano state autorizzate tali procedure. Chiediamo che cessino immediatamente e venga fatta chiarezza sulle responsabilità.

La Segreteria Provinciale PRC – Milano

Milano 5 giugno 2015

In Expo 2015 violate le garanzie costituzionali dei cittadini e licenziati 600 lavoratori



CONSIGLIO COMUNALE DELL’ 8 GIUGNO 2015


INTERVENTO AI SENSI DELL’ART.21 DELLA CONSIGLIERA ANITA SONEGO
CAPOGRUPPO SINISTRA PER PISAPIA – FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Signor Presidente, il 5 giugno tutti i quotidiani davano grande rilievo al fatto che la Questura di Milano ha negato 600 o più pass di accesso al sito di Expo, ad altrettante persone che avrebbero dovuto lavorare.
Questa preoccupante vicenda era emersa già da tempo attraverso testimonianze a Radio Popolare o sui social network.
Quando è stato evidente che il numero dei “misteriosi” divieti (e uso il termine misteriosi perché a nessuno dei diretti interessati è stata mai spiegata la ragione del rifiuto) era molto consistente ed andava considerato un vero e proprio licenziamento i sindacati hanno chiesto un incontro in Prefettura con i vertici di Expo per avere delle spiegazioni.

modello di lettera a INPS per la restituzione/rivalutazione pensioni



alla Direzione INPS
della città di residenza della pensionata o pensionato



oggetto: richiesta di ricostruzione della pensione e di rimborso mancata perequazione e degli arretrati a seguito di intervenuta abrogazione dellart.24, comma 25 del D.L. n.201/2011 con sentenza Corte Costituzionale n. 70/2015
A seguito di intervenuta abrogazione dell’art.24 comma 25 del D.L: n.201/ 2011 con sentenza della Corte Costituzionale n.70 / 2015 io sottoscritto nome……………………………….. cognome………………………………………………………………
codice fiscale……………………………………………….. categoria e numero pensione………………
stato civile ……………… nato/a il………………a…………………………….. provincia di
……………
stato……………………. cittadinanza………………………………….
residente a …………………………. provincia di …………………………………… stato………………. indirizzo……………………………………………………………………. CAP …………… telefono…………………………………. cellulare …………………………… e- mail……………………………………

CHIEDE

il rimborso totale ed in unica soluzione, con relativa rivalutazioni ed interessi, degli importi relativi alla mancata perequazione della propria pensione per gli anni 2012 . 2013 e seguenti nonché ladeguamento dellassegno di pensione per gli anni 2014 - 2015.
La presente ad ogni fine ed effetto di legge, con avvertimento che in caso di mancato, negativo o intempestivo riscontro adirò le vie giudiziali anche a mezzo di adesione ad eventuale class action.



da inviare SOLO tramite i servizi on line sul sito www.INPS.it (tramite codice PIN)