PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI: RIPARTONO I RICORSI
di Armando Rinaldi
Con Decreto Legge 21 maggio 2015 nr. 65, il Governo ha
tranquillamente aggirato la sentenza della Consulta (sentenza nr. 70 del 30
aprile 2015) che dichiarava illegittimo il provvedimento contenuto nella
riforma Fornero che stabiliva il blocco della rivalutazioni delle pensioni
superiori a tre volte la pensione minima.di Armando Rinaldi
Un provvedimento quello del Governo Renzi che, oltre ad infischiarsi della suddetta sentenza, è in contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 136 (efficacia delle Sentenze della Corte), art. 36 (diritto alla giusta retribuzione) e art. 38 (diritto all’adeguatezza della pensione).
Il 29 maggio, quindi successivamente alla emanazione del Decreto del Governo e non riconoscendone i fondamenti, un giudice di Napoli ha accolto il ricorso di un pensionato ingiungendo all’INPS di pagare l’intero importo dovuto per la mancata perequazione della sua pensione negli anni 2012-2013.
Contemporaneamente varie associazioni e sindacati stanno lavorando alla presentazione di nuovi ricorsi mentre è ancora pendente una class action sul tema avviata dal Codacons e che ha raccolto migliaia di adesioni.
A coloro che sono stati penalizzati dai provvedimenti in materia contenuti nella Riforma Fornero e dal successivo, recente, Decreto del Governo, si suggerisce di presentare domanda di ricostituzione della pensione non perequata negli anni 2012-2013 inviando raccomandata con ricevuta di ritorno alla Sede INPS di appartenenza. Tutte le informazioni in merito (incluso i facsimile della lettera da inviare all’INPS) sono reperibili a questo link: www.iacoviello.it.
Chi ha già presentato ricorso sia a livello individuale che come aderente ad iniziative di sindacati e associazioni non è necessario che invii la lettera all’INPS.
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