Bella ciao
e i partigiani del XXI secolo
Rincuora,
in un pianeta che precipita nella barbarie della guerra e nel neoliberismo
sfrenato – due facce della stessa medaglia – ascoltare le voci delle
combattenti del YPG del Rojava, intonare come propria canzone “Bella Ciao”. Sono
giovani, che ogni giorno rischiano la vita e che nel proprio bagaglio di
combattenti portano con se una traccia di Storia che ci appartiene e che spesso
è confinata in una retorica stantia.
Vengono da
una parte vicina e lontana del pianeta, lontana perché le loro lotte spesso
restano sullo sfondo, un panorama a cui mano mano ci stiamo assoggettando,
vicina perché il Rojava, la Siria, La Turchia, il Medio Oriente, rimbalzano
ogni giorno nei nostri notiziari sotto la forma scomoda e invadente dei
richiedenti asilo, di chi cerca di salvarsi la vita e di progettarsi un futuro.