martedì 7 giugno 2016

Una prima riflessione sulle elezioni amministrative



Una prima riflessione sulle elezioni amministrative
Queste elezioni amministrative hanno segnato alcuni elementi importanti.
In primo luogo la prosecuzione di una discesa nella partecipazione al voto che ora veleggia poco al di sopra del 60%. Segno evidente che la crisi del sistema politico e la sfiducia popolare nel fatto che la politica possa essere lo strumento attraverso cui risolvere i problemi quotidiani continua a crescere.
Nel voto si verifica una sonora sconfitta del PD che arretra pesantemente sia dalle percentuali conquistate nelle scorse elezioni europee che dalle scorse elezioni amministrative. Cinque anni fa il PD vinse al primo turno in dieci città, adesso è quasi sempre al ballottaggio.

martedì 24 maggio 2016

Renzi, giù le mani d Berlinguer



"Renzi, giù le mani d Berlinguer".
Intervento di Guido Liguori

Il piccolo Renzi ieri ha arruolato il grande Enrico Berlinguer tra i sostenitori del sì al prossimo referendum, a causa del monocameralismo. Una operazione truffaldina.

Perché, in primo luogo, il monocameralismo del Pci (non del solo Berlinguer) era strettamente legato alla centralità del parlamento (contro lo spostamento della decisione verso il governo, propugnata oggi da Renzi e ieri da Craxi, da Gelli e dalla Trilateral); perché, in secondo luogo, era strettamente connesso a una legge proporzionale, sempre fortemente difesa dal Pci e da Berlinguer (il turbomaggioritario oggi fortemente voluto da Renzi era la posizione cui tendevano la Trilateral e Licio Gelli, che non erano esattamente dei berlingueriani, per non risalire ai maggioritari del ’24 e del ’53, comunque meno antidemocratici dell’attuale); infine, perché la riforma di Renzi-Boschi non abolisce il Senato, come voleva il Pci, ma ne fa una camera inutile e sbagliata. Renzi è solo un pericoloso demagogo, un mago delle tre carte, che avrebbe fatto orrore a Berlinguer.

 Il modo per rispondere alla sua demagogia è votare NO al referendum di autunno.

Berlusconi, Boschi e la tragicommedia sui 'veri partigiani



"Berlusconi, Boschi e la tragicommedia sui 'veri partigiani'". Intervento di Paolo Andreozzi

Se ieri 22 maggio 2016 noi, pubblico italiano, abbiamo imperturbabilmente potuto ingoiare l'ennesima rappresentazione del teatro politichese come fosse realtà – nella fattispecie: la schermaglia tra Boschi che dice “i veri partigiani voterebbero SI' al referendum costituzionale d'autunno” e Bersani che gli risponde “ma come si permette!”, beninteso entrambi incardinatissimi nello stesso identico ganglio del sistema –, ciò si deve ovviamente al fatto che siamo usciti da troppo poco tempo dal periodo finora più buio della storia repubblicana, ossia dall'egemonia politicamente esplicita di Silvio Berlusconi divenuto premier la prima volta dopo le elezioni del marzo 1994 e costretto alle sue ultime dimissioni nel novembre 2011.

Quest'anno Berlusconi farà 80 anni, ed è – o cerca di apparire – poco più che un innocuo vecchietto; e alla cortissima memoria del pubblico italiano riesce ormai difficile perfino riandare con i sensi e con la mente alla lunghissima stagione in cui egli era il dominus a 360° della sceneggiatura istituzionale. Eppure così è stato; e se fosse stato altrimenti non si darebbe oggi, anzi ormai da qualche anno, l'attitudine prona dell'opinione pubblica a prendere sul serio la leadership di un uomo come Matteo Renzi e, specularmente, lo status di oppositori ad essa di uomini come Beppe Grillo o Matteo Salvini.

Perché l’Anpi ha ragione a votare no



Perché l’Anpi ha ragione a votare no
di Carlo Smuraglia presidente ANPI

Quella che segue è la lettera che il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, ha inviato all’Unità in risposta a quella di 70 senatori del Pd pubblicata dallo stesso giornale.

Cari Senatori,
ho letto la vostra lettera aperta e ne capisco le ragioni. Quando si approva più volte una legge, si finisce per affezionarsi. Per di più, siamo già in campagna referendaria e dunque bisogna fare un po’ di propaganda e cercare di mettere in difficoltà chi si colloca, in questo caso, dall’altro lato della barricata. Capisco anche l’esaltazione che fate della Riforma: a voi piace, l’avete votata e non avete ripensamenti. Come sapete, io la penso in un altro modo e, fortunatamente, non sono il solo.

Ma consentitemi però qualche osservazione: vi dichiarate tutti “iscritti e sostenitori dell’ANPI”; ma io non vi ho mai incontrato nel lungo cammino che abbiamo percorso su queste tematiche. Un cammino che è cominciato dal 29 marzo 2014 (Manifestazione al Teatro Eliseo – Roma), è continuato per due anni, giungendo ad un primo approdo, in Comitato nazionale, il 28 ottobre 2015, con una posizione già piuttosto evidente sulla legge di riforma e l’eventuale referendum ed è proseguito con la decisione del 21 gennaio 2016, adottata dal Comitato nazionale, di prendere posizione per il “NO”.

Referendum costituzionale: il punto centrale che demagogia e cialtronismo tenteranno di occultare



Referendum costituzionale: il punto centrale che demagogia e cialtronismo tenteranno di occultare
di Paolo Favilli, storico

Il Presidente del Consiglio l’11 aprile scorso ha aperto la campagna elettorale sul referendum costituzionale annunciando che, per vincere, è disposto ad «usare anche argomenti demagogici». Un annuncio senza novità, la «demagogia», largamente coniugata alla forma «cialtronismo», è stata la cifra della sua comunicazione politica (propaganda) fin dai tempi della Leopolda.

Il «cialtronismo» è elemento fluidificante della «demagogia». In un contesto frutto di una coltivazione quasi trentennale di plebeismo, il «cialtronismo» può passare come aspetto disinvolto, popolare della comunicazione politica.

Renzi può citare male e fuori contesto Chesterston, attribuire a Borges versi non suoi, attribuirsi una compartecipazione al traforo del Gottardo ignorandone persino la localizzazione (le televisioni svizzere si sono indignate e/o divertite; quelle italiane hanno sorvolato), ecc,.

lunedì 23 maggio 2016

Insieme possiamo



  Insieme possiamo

Per le elezioni del 5 giugno suggeriamo di votare  persone amiche che stimiamo e che abbiamo visto lavorare bene.

Per i Consiglieri si possono dare due preferenze diverse: una donna e un uomo.

Per la città metropolitana proponiamo di votare la lista “ Milano in Comune”  con Basilio Rizzo sindaco e indicare come consiglieri  Sonego Anita e Muhlbauer Luciano.

Per il Municipio 8 proponiamo di votare “ Milano in comune” con Alessandro Bescapè presidente e come consiglieri indicare  Rosa Linda e Calzolari Stefano oppure Sironi Maurizio

Per la Città Metropolitana

come e quando si vota



Come si vota

Domenica 5 giugno si vota per il primo turno delle elezioni amministrative da cui dovranno uscire il sindaco di Milano, il consiglio comunale, i presidenti dei nove municipi e i relativi consigli di municipio. I municipî sono le vecchie zone del decentramento, dotate di maggiori poteri in vista della città metropolitana (anche se il trasferimento di competenze dal comune ai municipî ritarda, come tarda la piena realizzazione della città metropolitana).

Si vota SOLO la domenica, dalle 7.00 alle 23.00, e non anche il lunedì. Per votare occorre, oltre a un documento di identità, la tessera elettorale; chi l'avesse smarrita o l'avesse completata può richiederla all'ufficio elettorale (in via Messina 52) o all'anagrafe di via Larga, che per l'occasione rimarrà aperta anche domenica 5 giugno, dalle 7.00 alle 23.00.

Marco Pannella, sempre contro gli operai. Sempre dalla parte dei poteri forti.



"Marco Pannella, sempre contro gli operai.
Sempre dalla parte dei poteri forti".

Intervento di Gianni Marchetto.

Alla notizia della morte di Marco Pannella, la mia pancia mi ha suggerito: “uno in meno”. Provo a ragionare con la testa.

Da operaio FIAT e poi da sindacalista FIOM il Marco Pannella quando non me lo sono trovato contro, non me lo trovavo nemmeno accanto.

Negli anni ’60 lui non c’era quando non era ancora finita la discriminazione di Valletta nei confronti degli operai comunisti e dei socialisti alla FIAT. Quando per la FIOM era difficile persino raccogliere e presentare le liste per la elezione delle Commissioni Interne.

E non mi sono accorto di lui neanche quando portammo a casa la Legge 300/1970: Lo statuto dei Diritti dei Lavoratori. Anzi me lo trovai contro dopo un po’ di anni quando lui attaccò violentemente l’art. 18 (architrave dello Statuto), con l’indizione di un referendum che voleva abrogare tale articolo. A proposito di campione dei diritti dei cittadini. I lavoratori nelle aziende non sono dei cittadini?

COMUNICATO STAMPA ANPI



COMUNICATO STAMPA ANPI

Nel pomeriggio di domenica 22 maggio è stata distrutta, in piazza Santo Stefano, la lapide dedicata a due giovani antifascisti: Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.  Ricordiamo che recentemente era stata distrutta la lapide dedicata ai Martiri di via Tibaldi al parco milanese della zona 5 intitolato alla Resistenza.

L'ANPI di Milano esprime la propria profonda preoccupazione per il  rifiorire a Milano di formazioni neofasciste che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza.

Richiama l'attenzione delle istituzioni e delle pubbliche autorità su questi fenomeni che offendono Milano capitale della Resistenza.

Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano

sabato 21 maggio 2016

Un ottimo risultato la costruzione di liste unitarie della sinistra alternative al Pd alle elezioni comunali del 5 giugno. Il ruolo di Rifondazione Comunista



Un ottimo risultato la costruzione di liste unitarie della sinistra alternative al Pd alle elezioni comunali del 5 giugno. Il ruolo di Rifondazione Comunista

Alle prossime elezioni comunali del 5 giugno il Partito della Rifondazione Comunista Sinistra Europea sarà presente con liste unitarie della sinistra alternativa in 17 capoluoghi di provincia su 22 che vanno al voto ed in 74 comuni superiori ai 15000 abitanti su 156.

Il Prc è, infatti, presente nei capoluoghi, con il proprio contributo organizzato nelle liste di: Torino, Savona, Milano, Varese, Pordenone, Trieste, Ravenna, Rimini, Grosseto, Roma, Isernia, Napoli, Caserta, Salerno, Brindisi, Cosenza e Cagliari.

Si tratta di liste o coalizioni alternative al PD, nella gran parte dei Comuni costruite unitariamente fra PRC, Altra Europa con Tsipras, Sinistra Italiana, Sel, Possibile e associazioni politiche locali e comitati espressione di movimenti di lotta che hanno definito localmente questi percorsi unitari. Abbiamo ovviamente costruito liste unitarie di sinistra anche in quei comuni – come Milano e Trieste – dove SEL ha scelto di appoggiare il candidato del PD. Solo a Cagliari siamo presenti con il nostro simbolo in una coalizione guidata dal sindaco uscente di SEL Massimo Zedda, con il quale abbiamo lavorato bene, con la riconferma dell’ alleanza che ha amministrato in questi anni.