giovedì 29 maggio 2014

CALL CENTER (MILANO): PISAPIA E I CONTRATTI NAZIONALI




La giunta Pisapia ha deliberato, lo scorso febbraio, l'indizione di una gara per l'appalto del servizio call center di informazioni ai cittadini consentendo il massimo ribasso su un prezzo base d'asta fissato già al di sotto dei minimi salariali previsti dal contratto nazionale.

Persino due aziende hanno denunciato l'impossibilità di partecipare senza ridurre le retribuzioni ai propri dipendenti. Ora tutto è bloccato, ma resta l'ulteriore triste pagina dell'amministrazione Pisapia. Il 4 giugno le segreterie nazionali di categoria di Cgil-Cil-Uil hanno dichiarato sciopero nazionale del settore dei call center. La sempre più frequente delocalizzazione verso paesi a basso costo è usata costantemente come arma di ricatto contro i lavoratori e le lavoratrici del settore. Manca, nella mobilitazione prevista, la rivendicazione di una normativa che impedisca la delocalizzazione dei servizi, quanto meno alle imprese pubbliche o partecipate, senza la quale non c'è alcuna possibilità di arrestare un processo distruttivo per la condizione di chi lavora. 
Sergio Bellavita 

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