La giunta Pisapia ha deliberato, lo scorso febbraio, l'indizione di una gara per l'appalto del servizio call center di informazioni ai cittadini consentendo il massimo ribasso su un prezzo base d'asta fissato già al di sotto dei minimi salariali previsti dal contratto nazionale.
Persino due aziende hanno denunciato l'impossibilità di
partecipare senza ridurre le retribuzioni ai propri dipendenti. Ora
tutto è bloccato, ma resta l'ulteriore triste pagina
dell'amministrazione Pisapia. Il 4 giugno le segreterie nazionali di
categoria di Cgil-Cil-Uil hanno dichiarato sciopero nazionale del
settore dei call center. La sempre più frequente delocalizzazione verso
paesi a basso costo è usata costantemente come arma di ricatto contro i
lavoratori e le lavoratrici del settore. Manca, nella mobilitazione
prevista, la rivendicazione di una normativa che impedisca la
delocalizzazione dei servizi, quanto meno alle imprese pubbliche o
partecipate, senza la quale non c'è alcuna possibilità di arrestare un
processo distruttivo per la condizione di chi lavora.
Sergio Bellavita
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giovedì 29 maggio 2014
CALL CENTER (MILANO): PISAPIA E I CONTRATTI NAZIONALI
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