La partita in corso a
sinistra
Pubblicato il 13 mar
2016
di Paolo Ferrero –
Le interviste di D’Alema
sono un fatto politico importante e segnano la seconda tappa dello scontro su
come la sinistra si deve riorganizzare e per fare cosa. Andiamo con ordine:
1) Renzi sta costruendo
il partito della nazione, cioè un partito di centro liberista e confindustriale.
La caratteristica di Renzi è che essendo un populista dall’alto è liberista ma
contro l’austerità, più o meno come Obama.
2) Il PD di Renzi lascia
un grande spazio a sinistra e tutti sanno che prima o poi questo spazio verrà
occupato. Renzi infatti non solo non ha nulla a che vedere con la sinistra ma
nemmeno con il centro sinistra prodiano. L’occupazione di questo spazio
politico è l’oggetto della contesta politica a sinistra.
3) Il tavolo unitario
della sinistra a fine 2015, con il documento “noi ci siamo” aveva positivamente
individuato nella costruzione di una sinistra antiliberista alternativa al PD
la soluzione di questo problema.
4) Questa prospettiva
politica apriva una contraddizione politica dentro SEL che sul rapporto con il
PD è nata e cresciuta.
5) Il gruppo dirigente
di SEL, per cercare di salvaguardare l’unità di SEL ha scelto di rompere con
Rifondazione Comunista e conseguentemente di distruggere il processo unitario e
di lanciare la costruzione di Sinistra Italiana, con un profilo più ambiguo
sull’alternatività al PD. In questo modo il gruppo dirigente di SEL, pur
parlando di alternatività al PD ha scelto l’unità con chi non condivide questa
scelta e ha posto le basi per la costruzione di un progetto politico
contraddittorio, come evidenziano le vicende di Milano e di Roma sulle
amministrative.
6) Le fratture a
sinistra dentro il PD sono però di dimensioni ben maggiori di quelle sin’ora
evidenziate dalle uscite avvenute. Qui si situa l’offensiva politica di D’Alema
che pone esplicitamente il tema della sconfitta del gruppo dirigente renziano
al fine di ricostruire il centro sinistra. La novità di D’Alema è quella di
porre questa battaglia politica al gruppo dirigente renziano sia dentro che
fuori il PD.
7) A sinistra di Renzi
vi sono quindi oggi 2 ipotesi politiche. La prima, quella di D’Alema, di fare
una battaglia politica dentro e fuori il PD per ricostruire il centro sinistra.
Nessuna vera alternatività politico programmatica al PD ma una guerra durissima
per cambiare gruppi dirigenti e prospettiva. La seconda quella che proponiamo
noi, di aggregare il complesso delle forze della sinistra antiliberista e
alternativa al PD e ai socialisti europei. L’ipotesi su cui è nata Sinistra
italiana mi pare priva di base politica perchè mischia entrambe queste
prospettive facendo finta che sia possibile tenerle insieme. Si tratta di una
illusione che cozza con la realtà delle cose, come mostrano Milano e Roma.
8) Le amministrative e i
referendum sociali e istituzionali, sono i terreni immediati su cui avverrà lo
scontro con il PD di Renzi e su cui si determineranno elementi di chiarezza
anche sulle diverse prospettive che – da sinistra – si scontrano con il PD
renziano.
9) Noi vogliamo
attraversare questa battaglia politica e sociale senza chiuderci in un recinto
ma con una chiara proposta unitaria di aggregazione di una sinistra
antiliberista autonoma ed alternativa al PD ed alle forze che stanno gestendo
le politiche neoliberiste.
Il problema non è rifare il centro sinistra –
che oltre ad aver fallito ha aperto la strada a Renzi e al disastro sociale –
ma di fare anche in Italia una sinistra degna di questo nome. Cioè una sinistra
che nella lotta egualitaria al liberismo unisca – senza chiedere abiure –
comunist@, socialist@, ambientalist@, femministe, democratic@ e tutti e tutte
coloro che siano concordi sulla necessità di porre fine alla dittatura del
capitale sulle nostre vite. Per questo ci battiamo oggi, proponendo a tutti i
comunisti e le comuniste il terreno della rifondazione come terreno unitario su
cui aggregare le forze per essere più efficaci.
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