Spending review: tagli choc al
Welfare
Il Fondo nazionale per le Politiche sociali è stato tagliato da 313 a 99
milioni. Il Fondo per la non autosufficienza da 500 a 450 milioni. Lo ha deciso
la conferenza Stato-Regioni il 23 febbraio scorso per rispondere all’imperativo
dell’equilibrio di bilancio. «Dopo i tagli alla Sanità da 422 milioni – hanno
denunciato i segretari confederali Cgil, Cisl e Uil Rossana Dettori, Maurizio
Bernava e Silvana Roseto – questa è una mazzata».
Asili nido, aiuti alle famiglie povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza saranno praticamente azzerati con un maxi-taglio da 214 milioni. Non è messo meglio il fondo per il sostegno ai disabili gravissimi e anziani non autosufficienti a cui saranno prelevati 50 milioni. Una decisione che smentisce quella presa dal governo nel Dl Sud che aveva sbloccato una somma analoga per i malati di Sla sbloccati lo scorso 22 febbraio. Il taglio è stato confermato dal sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba in una risposta scritta all’interrogazione della deputata Pd Donata Lenzi in commissione Affari Sociali. La decisione sarebbe stata presa dalle regioni e dal ministero dell’Economia, senza consultare il ministero del lavoro.
Asili nido, aiuti alle famiglie povere, assistenza domiciliare e centri anti-violenza saranno praticamente azzerati con un maxi-taglio da 214 milioni. Non è messo meglio il fondo per il sostegno ai disabili gravissimi e anziani non autosufficienti a cui saranno prelevati 50 milioni. Una decisione che smentisce quella presa dal governo nel Dl Sud che aveva sbloccato una somma analoga per i malati di Sla sbloccati lo scorso 22 febbraio. Il taglio è stato confermato dal sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba in una risposta scritta all’interrogazione della deputata Pd Donata Lenzi in commissione Affari Sociali. La decisione sarebbe stata presa dalle regioni e dal ministero dell’Economia, senza consultare il ministero del lavoro.
Le regioni sostengono di avere «limitato i danni. Questi tagli arrivano per
volontà del Parlamento che attua la spending review – afferma il coordinatore
degli assessori regionali al Bilancio, Massimo Garavaglia – Una volta la
chiamavano “macelleria sociale”. Meglio sarebbe fare politiche di tagli non
lineari e applicare i costi standard in ogni settore. L’anno prossimo sarà
ancora peggio: i tagli saranno maggiori».
Per il forum del terzo settore è «un atto gravissimo che avrà pesanti
conseguenze per i cittadini e le famiglie che si trovano in condizioni di forte
disagio». «È evidente che con questi tagli, le politiche sociali del nostro
paese ne escono pesantemente umiliate – sostiene Franco Bettoni, presidente
della Fand (federazione delle associazioni nazionali sulla disabilità). È puro
autolesionismo tagliare la spesa per le politiche sociali e sanitarie anziché
utilizzarla come un formidabile investimento per creare sviluppo, innovazione e
buona occupazione». Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione
italiana superamento handicap), sottolinea il contrasto tra il ministero del
lavoro e delle politiche sociali con quello dell’economia e le Regioni. E
aggiunge che il tavolo dove le associazioni, e i sindacati, si confrontano con
il governo non ha ricevuto la conferma dei tagli di cui ha parlato Bobba. Per
Falabella questa decisione del governo Gentiloni inciderà negativamente sul
confronto in corso con le associazioni. Il forum nazionale del terzo settore
chiede al governo «chiarimenti sulle informazioni circolate, auspicando che si
provveda a una loro repentina smentita: la grave situazione sociale del Paese
non consente l’adozione di una misura così dannosa».
Il taglio delle poche risorse a disposizione arriva nell’imminenza
dell’approvazione della legge delega contro la povertà da parte del parlamento.
Si tratta di un’iniziativa,inadeguata e sottofinanziata, per contrastare la
povertà assoluta. Si parla di un miliardo di euro all’anno per il 2017 e il
2018, mentre per ne servirebbero almeno 7 all’anno.
Il comitato 16 novembre che rappresenta i malati di Sla e le loro famiglie
condanna il “gioco” che il governo e le regioni hanno condotto ai danni della
disabilità gravissima. Per capire meglio la portata dell’insufficienza delle
risorse – spiega in una nota – il comitato ricorda che nel 2010 sono stati
stanziati 100 milioni di euro per 5 mila ammalati di Sla e malattie similari.
Oggi la platea dei beneficiari sono previsti 180 milioni per una platea
superiore. «Praticamente impossibile – commenta il comitato – per questo
chiediamo che la quota parte del Fondo nazionale destinata alle persone con
disabilità gravissime sia elevata dal 40% al 60%». In mancanza di risposte le
associazioni hanno annunciato proteste a tutti i livelli.
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