28/11/2015
08:09LAVOROITALIAAutore: redazione
Ammortizzatori sociali, un milione rischiano di rimanere senza tutele in
caso di crisi
Sono più di un milione a livello nazionale i lavoratori che rischiano di
restare senza reddito e senza tutele sociali in caso di crisi aziendali. La
scoperta è stata fatta dalla Fiom-Cgil dell’Emilia Romagna. In questa regione
il calcolo si ferma a piu' di 100.000 addetti (di cui 1.838 imprese interessate
nel solo territorio di Bologna) e riguarda soprattutto le aziende artigiane.
"Si tratta dell'effetto immediato", segnala la Fiom-Cgil
Emilia-Romagna, prodotto dal decreto legislativo 148 applicativo del Jobs Act,
quello sul riordino degli ammortizzatori sociali. Nei fatti, continua il
sindacato in una nota, "e' stata tolta la possibilita' di ricorrere all'Aspi
dal 24 di settembre di quest'anno per i lavoratori sospesi e si rimanda alla
costituzione di fondi nazionali la possibilita' di integrare il reddito, senza
l'intervento pubblico dell'Inps e con la compartecipazione alla 'spesa' degli
stessi lavoratori".
Ma oltre il danno c'e' anche la beffa, continua la Fiom: se entro il 31
dicembre di quest'anno non venissero costituiti i fondi nazionali per i
lavoratori che operano in aziende con meno di cinque dipendenti, pari a 60.000
per l'Emilia-Romagna, non ci sarebbe nessun tipo di tutela sociale, salvo la
Napsi conseguente al licenziamento. Mentre per gli addetti che operano in
aziende con piu' di cinque dipendenti, dal primo luglio del 2016, sarebbe
attivo il Fondo di Integrazione Salariale dell'Inps. Insomma, senza novita'
positive da parte del governo, "saremo costretti a mobilitarci per
garantire le tutele, per chi opera in un settore fortemente penalizzato da
scelte irresponsabili come quelle conseguenti al Jobs Act"."Ci siamo attivati immediatamente nei confronti del ministero del Lavoro, per ricercare una soluzione che superi questa iniquità, che si scarica in modo inaccettabile e insostenibile sulle lavoratrici e i lavoratori dell'artigianato; contestualmente, stiamo ricercando un accordo con le associazioni artigiane per la costituzione del fondo nazionale. La trattativa a livello nazionale è sospesa, a causa di posizioni assunte dalle stesse associazioni che, nei fatti, ripropongono quanto previsto dal decreto", aggiunge la Fiom locale.
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