Intervento ai sensi dell'art.21 della Consigliera Anita Sonego capogruppo Sinistra per Pisapia - Federazione della Sinistra
Signor
Presidente, come Lei ben sa, da
parecchi giorni nella nostra città si
sono verificate e
sono state programmate
manifestazioni pubbliche inneggianti al fascismo e al nazismo.
Non che io
ritenga prioritari i
metodi coercitivi e
addirittura la reclusione per
combattere simili manifestazioni. Voglio però ricordare, ad alta voce
in quest’aula, che rappresenta ufficialmente e legalmente tutta la
nostra città, quali sono le norme relative a simili esibizioni.
Il secondo comma
dell’art. 4 della legge 645 del 1952 così come modificato dalla legge
205 del 1993,
punisce con la reclusione da 1 a 3 anni e la multa, oltre all’interdizione dai pubblici uffici
per un periodo di 5 anni “chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o
metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche, ovvero idee o
metodi razzisti”.
La stessa “legge Mancino” su citata prevede la pena della
reclusione fino a 3 anni con
multa per “chiunque,
in pubbliche riunioni,
compia manifestazioni
esteriori ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle
organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi… che ha tra i loro scopi “
l’incitamento alla discriminazione o alla
violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.
Inoltre la prima
sezione della Cassazione, nella sentenza 25184 del 19
giugno 2009 così
dichiara: “Il saluto
romano” non è espressione della possibilità di
manifestare liberamente il proprio pensiero, ma è un gesto che istiga
all’odio razziale, cioè sconfina nell’istigazione alla violenza, e quindi –come
tale- va punito ex articolo 2, legge 205/95”.
Persino il 25
settembre del 2013
la Suprema Corte, sezione I, con
la sentenza n. 3986
ha ribadito che costituisce reato esibire una maglietta che inneggia al
fascismo durante un evento sportivo.
Questa premessa per ricordare a quest’aula:
· di
aver presentato il 28
marzo scorso un’interrogazione relativa
all’adunata fascista dello
scorso 23 marzo
presso il cimitero
Monumentale, durante la
quale sono stati esibiti saluti romani e
fatti discorsi
inneggianti al fascismo
(il tutto documentato con
video);
· che il Segretario della Camera del Lavoro, il
Presidente Provinciale
dell’ANPI e il
Presidente del Consiglio di Zona
3 di Milano hanno
presentato il
17 marzo scorso un esposto al Prefetto e al Questore di
Milano in
cui si stigmatizza come il previsto e legittimo
ricordo
della morte
di Sergio Ramelli per il 29
aprile prossimo si preveda
trasformato, come già
avvenuto da alcuni anni, in manifestazione –
parata militare infarcita di simboli nazisti e
neofascisti con (come
da documentazione delle
passate ricorrenze) sventolio di
bandiere
della Repubblica
di Salò, o con la croce celtica rossa e nera con i
colori del
Terzo reich. I partecipanti si schierano in file da cinque
con tamburi a
scandire il passo, bastoni e decine di fiaccole, saluti
romani e
camicie nere. Il
tutto scorrazzando per la zona
est di
Milano dando
una dimostrazione di orgogliosa violenza.
Ribadisco che non
intendo chiedere di impedire di ricordare i propri morti ma a voce alta chiedo
alle autorità preposte, al nostro Sindaco, a tutta la
popolazione
di Milano di
non tollerare, a
70 anni dalla
prima
manifestazione
antiregime che avvenne
proprio a Milano (lo sciopero dei lavoratori milanesi
del 1944) che
preparò il 25 aprile 1945, che a
la nostra città diventi il luogo di raduno delle diverse forze dichiaratamente
fasciste che stanno
risorgendo in Europa anche approfittando della grave situazione economica
che il riassetto mondiale delle
forze finanziarie e capitalistiche
sta causando in
un continente già esempio di un
welfare diffuso.
Comunico a tutti che in sette delle nove zone (le altre
due si esprimeranno nei prossimi giorni)
i nostri colleghi
hanno approvato a grandissima
maggioranza una mozione in cui si chiede: “
1. Alla
Giunta Comunale che
il ricordo di un giovane militante di
estrema destra,
ucciso da avversari
politici durante gli
anni
settanta, non sia
il pretesto per dare vita a una
parata in stile
nazista che
attraversa la zona est della città da ormai 5 anni, i
quali possono ricordare i propri caduti, così come
accade da sempre,
davanti ai
luoghi dove sono presenti targhe o lapidi in ricordo
2. Alla Giunta Comunale di esprimere
pubblicamente una posizione chiara
e netta sul
fenomeno allarmante della presenza in zona ….
e in tutta
la città
di sedi di
organizzazioni di ispirazione neo-fascista e
neo-nazista
3. Al Sindaco,
affinché in prima
persona intervenga presso
le
Istituzioni preposte perché
questa situazione venga affrontata e
definitivamente risolta, dando
corso alla sua dichiarazione
dello
scorso 12
maggio, nella quale si evidenziava che Milano non avrebbe
più tollerato
manifestazioni che vanno
contro la nostra
Costituzione.”
Nessun commento:
Posta un commento