Cgil, Cisl e Uil firmano accordo con Inps sulla
rilevazione della rappresentanza. Le critiche di Usb: "Incostituzionale"
E'
stata firmata ieri a Roma, presso la sede nazionale dell'Inps, la
convenzione per rendere operativo l'accordo sulla rappresentatività. A
firmare i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso,
Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, insieme al presidente dell'Inps,
Tito Boeri, e al direttore generale di Confindustria Marcella Panucci.
La firma serve ad attuare l’accordo del 10 gennaio 2014. La convenzione,
ha spiegato l'Inps, è necessaria per dare attuazione alla prima parte
del testo unico sulla rappresentanza, siglato dalle parti sociali
proprio a inizio 2014. Si tratta della normativa che permette di
arrivare ad una misurazione obiettiva della rappresentatività dei
sindacati, soprattutto ai fini della contrattazione collettiva e della
firma dei contratti nazionali di lavoro. “La misurazione della
rappresentanza viene estesa a gran parte del mondo del lavoro", ha detto
il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dopo la firma. "Per
completare l'opera - ha aggiunto - sarà bene costruire analoghi sistemi
di misurazione della rappresentanza delle associazioni datoriali.
Sicuramente, con il passaggio di oggi, applichiamo una parte
dell'articolo 39 della Costituzione". Adesso "ne manca un pezzo che le
parti da sole non possono risolvere", ovvero rendere vincolante ed
efficace "erga omnes" il contenuto dell'accordo.
Critiche alla firma sono arrivate da Paolo Leonardi, portavoce nazionale di Usb. “Così oggi si pone un ente pubblico – dichiara Leonardi - a servizio di un accordo che presenta ampi profili di incostituzionalità, che è soggetto all’attenzione della Magistratura e che segna uno dei punti più bassi della democrazia sindacale nel nostro Paese”.
Aggiunge Leonardi: “I risultati delle recenti elezioni nel pubblico impiego, dove l’USB, che da sempre contesta con determinazione il Testo Unico, ha ottenuto risultati di tutto rilievo diventando proprio all’INPS il secondo sindacato a livello nazionale scavalcando UIL e CGIL, confermano che quando ci si confronta democraticamente e senza rendite di posizione, il sindacalismo conflittuale e di classe è capace di superare i sindacati collaborazionisti. Tutto questo deve aver preoccupato Camusso, Furlan, Barbagallo e Squinzi, che si sono affrettati a chiedere a Renzi di metterli al riparo almeno nel settore privato”.
Usb continuerà la battaglia contro l’accordo del 10 gennaio 2014, sia sul piano giudiziario che con le lotte, e se l’INPS accetterà di calcolare gli iscritti alle sole organizzazioni firmatarie dell’accordo “sarà chiamato anch’esso in giudizio. Una discriminazione di tal fatta non la accettiamo oggi dall’INPS né l’accetteremo domani dal CNEL”, conclude il dirigente USB.
Critiche alla firma sono arrivate da Paolo Leonardi, portavoce nazionale di Usb. “Così oggi si pone un ente pubblico – dichiara Leonardi - a servizio di un accordo che presenta ampi profili di incostituzionalità, che è soggetto all’attenzione della Magistratura e che segna uno dei punti più bassi della democrazia sindacale nel nostro Paese”.
Aggiunge Leonardi: “I risultati delle recenti elezioni nel pubblico impiego, dove l’USB, che da sempre contesta con determinazione il Testo Unico, ha ottenuto risultati di tutto rilievo diventando proprio all’INPS il secondo sindacato a livello nazionale scavalcando UIL e CGIL, confermano che quando ci si confronta democraticamente e senza rendite di posizione, il sindacalismo conflittuale e di classe è capace di superare i sindacati collaborazionisti. Tutto questo deve aver preoccupato Camusso, Furlan, Barbagallo e Squinzi, che si sono affrettati a chiedere a Renzi di metterli al riparo almeno nel settore privato”.
Usb continuerà la battaglia contro l’accordo del 10 gennaio 2014, sia sul piano giudiziario che con le lotte, e se l’INPS accetterà di calcolare gli iscritti alle sole organizzazioni firmatarie dell’accordo “sarà chiamato anch’esso in giudizio. Una discriminazione di tal fatta non la accettiamo oggi dall’INPS né l’accetteremo domani dal CNEL”, conclude il dirigente USB.
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