Rilanciare il processo di costruzione del soggetto unitario della sinistra
e rafforzare il partito
Pubblicato il 11 gen 2016
Documento approvato dalla Direzione
Nazionale di Rifondazione Comunista del 10/1/2016 -
Il processo di costruzione del un
soggetto unitario della sinistra ha subito una battuta d’arresto. Questa è
dovuta alla scelta di SEL/Sinistra Italiana di anteporre e contrapporre la
costruzione di un nuovo partito della sinistra a quella del soggetto unitario
della sinistra antiliberista.
Questa scelta di costruire il proprio partito
invece del processo unitario non ha evidentemente solo un risvolto
organizzativo ma anche politico nella riproposizione di una definizione ambigua
sul piano della collocazione europea così come su quello nazionale: le vicende
legate alle elezioni amministrative, in cui spicca il caso milanese e recenti
prese di posizione di SEL che, al fine di riconsiderare la propria collocazione
in merito alle elezioni amministrative apre un’interlocuzione nazionale con il
governo, ne sono una testimonianza chiara.
In questo contesto è ancora più
importante il risultato della Consultazione tra gli iscritti e le iscritte di
Rifondazione Comunista che hanno approvato con una percentuale superiore al 70%
l’indirizzo politico fondato sulla proposta di costruzione di un soggetto
unitario della sinistra e di rilancio di Rifondazione Comunista. Con oltre 5000
voti, la consultazione segnala una buona partecipazione – hanno partecipato il
doppio dei compagni e delle compagne che avevano partecipato alla consultazione
sulla costruzione della lista “l’altra Europa con Tsipras” alle elezioni
europee – che ci parla della voglia di partecipazione e della vitalità del
nostro partito.
Il compito di Rifondazione Comunista
è quindi il rilancio del nostro progetto politico basato sulla proposta
unitaria e sul rafforzamento del partito. Per noi questi due compiti non solo
non sono contraddittori ma si qualificano a vicenda: il partito senza la
proposta unitaria si ridurrebbe ad una prospettiva settaria ed inefficace, un
processo unitario fondato sullo scioglimento dei comunisti si qualificherebbe
come una riedizione dell’Occhettismo. Siamo orgogliosamente comunisti e
comuniste: proprio per questo convintamente unitari e unitarie.
Il percorso unitario
La battuta d’arresto sancita dal
fallimento del tavolo della sinistra ci chiede di esplicitare con maggior forza
e chiarezza la nostra proposta politica. Il progetto unitario, così come
l’abbiamo proposto nel Congresso di Perugia e confermato nella consultazione,
non è un obiettivo semplice ma terreno di lotta politica che dobbiamo praticare
con spirito unitario e con determinazione.
Riteniamo infatti che la crisi del
capitalismo e le politiche neoliberiste espresse dalle classi dominanti e dai
governi e livello europeo ed italiano portino alla barbarie. Contro questa
barbarie è necessario dar vita ad un soggetto politico antiliberista di
sinistra, che si ponga l’obiettivo aggregare forze, costruire conflitto e
quindi di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un simile obiettivo richiede la
capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con
la mera coalizione elettorale o con una federazione. Queste forme politiche
infatti non danno vita ad uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di
costruire una azione politica quotidiana e non sono adeguate a valorizzare
l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono
impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura
richiede la costruzione di un soggetto unitario definito in modo assai preciso
nella prospettiva politica ma a “bassa soglia d’accesso” sul piano
ideologico, in grado di diventare uno spazio pubblico: la casa comune dalla
molteplicità delle forme dell’agire politico, delle culture politiche e delle
identità esistenti nel campo antiliberista della sinistra, dei movimenti, del
conflitto sociale.
Noi vogliamo contribuire alla costruzione di un soggetto
unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno
politico-programmatico, finalizzato a costruire un consenso crescente ed
un’aggregazione di forze sufficiente a produrre qui ed ora una proposta di
governo alternativa all’esistente, capace di promuovere campagne di massa,
mobilitazione e azione sociale, conflitto, di suscitare partecipazione e
protagonismo.
Per quanto riguarda il profilo
generale del soggetto unitario da costruire, non ci sono a nostro avviso oggi
le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che
ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Questo per due
ordini di motivi.
In primo luogo non esiste oggi una
cultura politica egemone né una elaborazione compiuta all’altezza del livello
dello scontro in grado di candidarsi a rappresentare una sintesi unificante del
complesso delle forze che si oppongono al liberismo. La pluralità dei punti di
vista e delle soggettività che vivono nel campo dell’alternativa non può
ridursi alla riproposizione di un “partito monoteistico” come se nulla fosse.
In secondo luogo le forme concrete
dell’opposizione alle politiche neoliberiste sono assai variegate, sia per
quanto riguarda le pratiche che le culture. Questa articolazione non
rappresenta a nostro avviso un fatto negativo ma parla – sia pure in modo
contraddittorio – della ricchezza potenziale di una soggettività antagonista da
aggregare rispettando e valorizzando questa pluralità.
La destra risolve il
tema dell’unità attorno alla ricerca dell’uomo della provvidenza. La sinistra
non può scimmiottare questa pratica o riproporre scorciatoie
organizzativistiche di tipo partitico che non permettono di valorizzare appieno
i diversi percorsi in cui si esprimono le soggettività alternative e non
rispondono quindi alla necessità di “costruire coalizione”.
La costruzione di un soggetto
unitario della sinistra in Italia si deve quindi caratterizzare come terreno di
ricerca aperto, come avviene in molti altri paesi, come dimostra la presenza
molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate
dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Per questo riteniamo che il soggetto
unitario a cui dobbiamo dar vita noi proponiamo che debba individuare nella
lotta e nella costruzione di una alternativa al neoliberismo il proprio obiettivo,
debba essere alternativo agli altri poli politici presenti sulla scena, debba
riconoscere il pluralismo delle culture, delle identità e delle appartenenze
come fatto fisiologico e costitutivo della propria esistenza.
A partire da
questi presupposti il soggetto unitario deve strutturarsi in forme
completamente democratiche: adesione individuale, piena sovranità degli
iscritte e degli iscritte sugli organismi dirigenti e sulla definizione
dell’indirizzo politico in base al principio “una testa un voto”.
L’unità e il carattere plurale del
soggetto da costruire sono le basi per dar vita ad un processo costituente
vero, per costruire una coalizione che innovi sul piano del progetto politico
come delle forme dell’organizzazione. La necessità di superare gli attuali
steccati della sinistra, di dar vita ad percorso di aggregazione effettivamente
innovativo, ci chiedono un salto di qualità nell’elaborazione e nella proposta,
ci obbligano alla ricerca di una forma nuova dell’agire politico evitando la
pigrizia della riproposizione della forma partito classica anche quando questa
viene motivata con le suggestioni nuoviste che già tanti danni hanno prodotto.
A tal fine riteniamo necessario
contribuire, nel rapporto con tutte le forze interessate a questa prospettiva
unitaria – a partire dall’Altra Europa con Tsipras” – a dar vita ad iniziative
territoriali che ripropongano e qualifichino il tema del percorso costituente
di un nuovo soggetto politico unitario della sinistra antiliberista. Si tratta
di partire dal documento “Noi ci siamo. Lanciamo la sfida” – che costituisce il
punto più avanzato sin quei prodotto sul terreno unitario – per portare nel
paese quella discussione che nel chiuso delle stanze romane ci ha portato ad un
empasse senza sbocchi.
Parallelamente riteniamo necessario
impegnare tutto il partito nella costruzione di liste unitarie della sinistra,
alternative al PD, in tutte le elezioni amministrative di primavera. Si tratta
di dar vita a coalizioni ampie e plurali che a partire dalle forze di sinistra,
ambientaliste, laiche, libertarie, sappiano aggregare il complesso delle forze
civiche democratiche, chi si batte per i beni comuni, gli uomini e le donne che
vogliono contrastare il degrado delle loro città indotto dalla crisi e dalle
politiche neoliberiste.
Proprio perché vogliamo dar vita al processo
costituente di una sinistra unitaria, riteniamo decisiva la presentazione nelle
prossime amministrative di liste unitarie che esprimano sul territorio la
volontà del cambiamento, contro le politiche del governo. Su questo aspetto
esistono positive contraddizioni anche all’interno di SEL – Sinistra Italiana e
noi siamo impegnati a sostenere nelle diverse città le candidature unitarie che
esprimono una collocazione alternativa al PD ed aperta ai conflitti sociali.
Riteniamo infatti che la costruzione e il successo di liste unitarie di
sinistra nelle elezioni amministrative possano anche costituire un positivo
elemento nel rilancio del processo unitario della sinistra.
In terzo luogo riteniamo necessario
operare da subito alla costruzione di comitati unitari sui referendum. In
primavera vi saranno varie raccolte di firme per dar vita a referendum – dalle
questioni della democrazia, alla scuola, dalle questioni ambientali a quelle
del lavoro – e in data da definirsi vi sarà anche la votazione referendaria
sulla manomissione della Costituzione. Su tutti questi terreni dovremo operare
per costruire il massimo di mobilitazione e pratica unitaria affinché il
complesso delle campagne referendarie si configuri come un percorso di
costruzione di una opposizione e una alternativa da sinistra alle politiche del
governo Renzi.
Da ultimo ma non meno importante,
riteniamo necessario operare per la costruzione di un nuovo movimento pacifista
contro a la guerra. Per questo parteciperemo il 16 p.v. alle mobilitazioni
indette contro la guerra in occasione dell’anniversario della guerra in Iraq e
operiamo in relazione con il mondo dell’associazionismo per la costruzione di
spazi di riflessione e mobilitazione.
Il rafforzamento del partito.
Il rafforzamento di Rifondazione,
oltre alla cura del funzionamento normale dell’organizzazione, deve basarsi su
tre filoni principali di lavoro.
In primo luogo l’utilità sociale del
partito. Oltre alla partecipazione alle iniziative politiche unitarie di cui
abbiamo parlato prima, è necessario rafforzare la presenza del partito
all’interno dei conflitti sociali. La situazione non vede un conflitto
dispiegato ma è tutt’altro che pacificata e le lotte sulle questioni
dell’occupazione, dell’ambiente e della difesa del welfare sono quotidiane.
Anche sul tema della pace comincia ad esserci una ripresa di attenzione e
mobilitazione. Occorre curare con maggiore attenzione la nostra partecipazione
ai conflitti e il necessario lavoro di unificazione degli stessi. In questo
quadro occorre rilanciare con forza la campagna “i soldi ci sono” che è
finalizzata ad un obiettivo fondamentale: la crisi attuale non ha nulla a che
vedere con la scarsità ma piuttosto con la cattiva distribuzione della
ricchezza, del lavoro e del potere. La patrimoniale, l’abolizione della riforma
Fornero, il Piano per il lavoro, lo sforamento dei vincoli europei al fine di
sviluppare welfare e intervento pubblico in economia sono tutti punti su cui
occorre costruire un senso comune di massa che sconfigga la vulgata secondo cui
“mancano i soldi”.
In secondo luogo occorre riprendere
in modo più allargato il lavoro di elaborazione sulla rifondazione comunista.
Il 21 gennaio prossimo si terrà a Livorno un Convegno su “La nostra storia e
l’attualità del comunismo” ed invitiamo i gruppi dirigenti a curare la
partecipazione allo stesso. Questo convegno non vuole essere solo una occasione
per ricordare la nostra storia ma vuole essere il punto di partenza per la
ripresa di una riflessione forte sull’attualità del comunismo come risposta
positiva alla barbarie e alla crisi del capitale.
La nostra esistenza come
partito della Rifondazione Comunista non è un fatto burocratico o puramente
organizzativa ma ha senso nella misura in cui sappiamo far vivere la proposta e
la prospettiva comunista nel vivo delle contraddizioni e dei conflitti sociali.
Riprendere una riflessione di fondo sull’attualità del comunismo è parte
integrante di questo nostro impegno e delle ragioni per cui facciamo politica.
Non si tratta di solo di potenziare l’attività di formazione – cosa pure
necessaria e su cui richiamiamo l’attenzione dei gruppi dirigenti provinciali e
regionali – ma di riaprire una discussione sui nodi di fondo della nostra
proposta politica, delle ragioni dell’essere comunisti e comuniste oggi.
In terzo luogo occorre rafforzare il
Partito a partire dalla cura dei gruppi dirigenti, dal tesseramento e
dall’autofinanziamento.
A questo riguardo l’ufficio
organizzazione ha cominciato un lavoro utile di ripresa di relazioni stabili
tra i diversi livelli del partito, lavoro che occorre potenziare anche
attraverso la costruzione di appositi strumenti di circolazione delle
informazioni.
Per quanto riguarda la campagna di
tesseramento del 2016, proponiamo che venga lanciata con iniziative pubbliche
nella settimana dall’8 al 14 febbraio. Le iniziative sul tesseramento
ovviamente presentare il nostro progetto politico: la costruzione della
sinistra antiliberista e l’attualità del comunismo per uscire dal Capitalismo
in crisi. Dovranno quindi sottolineare l’utilità di Rifondazione Comunista
nella battaglia contro le politiche di austerità di cui la campagna “i soldi ci
sono” è parte costitutiva.
Per quanto riguarda
l’autofinanziamento, oltre alla di questo aspetto per il finanziamento
dell’attività del partito a livello locale, è assolutamente necessario
rilanciare la campagna di sottoscrizione attraverso i RID, in modo da garantire
un minimo di risorse per la vita del centro nazionale. Il positivo risultato
ottenuto attraverso il 2 per mille, che ci parla con oltre 46.000
sottoscrizioni, di una simpatia verso il nostro partito che permane nonostante
l’oscuramento mediatico a cui siamo sottoposti, non è infatti sufficiente a
coprire le spese necessarie per tenere in vita il partito e per coprire i
debiti accumulati nel corso degli anni.
Approvato a maggioranza dalla
Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, riunita a Roma il
10 gennaio 2016:
Nessun commento:
Posta un commento