Si moltiplicano in queste ore le piazze delle cosiddette
“sardine” in chiave antilega, contro la politica della paura, dell’odio, dei
muri. Un movimento fluido e molecolare convocato tramite social network. Nessun
vestito o distintivo politico, siamo apartitici tengono a precisare i
promotori. Un entusiastico editoriale del quotidiano il Manifesto parla
delle “sardine” nei termini di “contagiosi anticorpi contro le
destre”. Ieri eravamo in presenza dei girotondi, del popolo viola contro
Berlusconi oggi fanno la loro comparsa “inarrestabili banchi di sardine…contro
l’odiatore seriale a capo della Lega”.
Ben venga tutto ciò che è sussulto democratico,
mobilitazione antifascista, moto di opinione ispirato ai valori della Carta
Costituzionale....
Moto che, nell’immediato, può produrre qualche incoraggiamento
politico, qualche spostamento elettorale, il che è già qualcosa, ma nulla di
più. La questione dirimente è un’altra. Riguarda lo scontento sociale
gigantesco che c’è in questo momento nel Paese. Oltre un certo limite – limite
che è stato abbondantemente superato in Italia – le disuguaglianze sociali, la
disoccupazione, la precarietà lavorativa, il peggioramento delle condizioni di
vivibilità sono all’origine del crollo della credibilità della politica, delle
istituzioni, sono all’origine di tutte le patologie sociali.
Il populismo di destra è una patologia sociale che può
essere contrastata solo in presenza di risposte positive in tema di diritti
sociali, lavoro, redditi, pensioni, sanità, di lotta alle ruberie e alle
disuguaglianze sociali venute avanti in anni di sciagurate politiche
neoliberiste impersonate dalle forze di centrodestra e centrosinistra. In
assenza di un’azione di contrasto a politiche ingiuste che hanno messo in stato
d’accusa il sistema precedente e le forze che lo costituivano, il populismo di
destra rimane in tutto e per tutto un possibile esito della crisi in atto.
Dunque, bene che si manifestino movimenti critici di cittadini ma più che mai
rimane urgente, indilazionabile la necessità di una ribellione al furto di
diritti, di reddito, di dignità operato dal liberismo, la necessità di
affrontare il tema della costruzione di una politica alternativa. Da affrontare
avendo riguardo per le molteplici forme di impegno politico, sociale e
culturale di tutti coloro che oltre a riconoscersi nei valori della
Costituzione antifascista si battono, non da oggi, per chiederne la pratica
applicazione.
di Ezio Locatelli*
Direzione nazionale Prc-S.E.
Nessun commento:
Posta un commento