Pubblicato il 8 nov 2019
Rifondazione Comunista è al fianco dei lavoratori
dell’Arcelor Mittal mobilitati in tutti gli stabilimenti del gruppo per lo
sciopero di 24 0re indetto da Fiom, Fim e Uilm contro le “condizioni
provocatorie e inaccettabili poste dall’azienda”.
Arcelor Mittal nell’incontro con il governo ha infatti
esplicitato i suoi veri obiettivi: il drastico ridimensionamento della
produzione a quattro milioni di tonnellate, il licenziamento di 5 mila
dipendenti ora in produzione e la messa in discussione del ritorno in
fabbrica dei 2 mila attualmente in amministrazione straordinaria, la modifica
del piano ambientale.
La pretesa è di fatto una completa riscrittura dell’accordo
sottoscritto solo un anno fa e realizzare un piano totalmente diverso da quello
originario.
L’obiettivo, appare di fatto la chiusura dell’area a caldo e
quindi la fine del grande stabilimento siderurgico di Taranto dove
resterebbe solo una fabbrica di dimensioni ridotte per le sole
lavorazioni finali, destinata ad un’avvenire molto incerto anche perché sarebbe
un doppione di Genova.
La nazionalizzazione è l’unico strumento adeguato per
impedire la fine della siderurgia italiana e allontanare lo spettro che Taranto
si ritrovi con fabbrica chiusa e niente risanamento ambientale.
Il governo respinga seccamente tutte le richieste
dell’azienda e proceda con l’intervento pubblico diretto!
Antonello Patta, responsabile nazionale lavoro
Rifondazione Comunista- Sinistra Europea
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