Di seguito il testo di un appello promosso dal collettivo "Costituzionebenicomuni" del quale fanno parte , tra gli altri, Anita Sonego, Emilio Molinari, Basilio Rizzo, Piero Basso, Franco Calamida, Vittorio Agnoletto, Roberto Biorcio, perché venga inserita nel simbolo della lista Tsipras alle prossime elezioni del parlamento europeo la parola "sinistra".
E' in corso la votazione sul simbolo della "lista
Tsipras". La scelta è limitata a
quattro bozzetti molto simili tra loro in cui primeggiano i nomi
"Europa" e "Tsipras".
Crediamo che la parola "Europa" sottolinei sia il
carattere europeo della consultazione sia l'importanza dell'unità europea per
la pace e lo sviluppo, a cento anni
dallo scoppio della prima guerra mondiale e a settantacinque dall'inizio della
seconda.
Crediamo anche, però, che
il nome "Sinistra per l'Europa" rappresenterebbe meglio l'ispirazione
della lista che andiamo a costruire.
È un errore non tenere conto del fatto che da parte di molti
aderenti all'appello è venuta una forte sollecitazione perché nel simbolo ci
sia la parola sinistra.
Questa scelta sarebbe più funzionale dal punto di vista
elettorale. Difficilmente un simbolo
nuovo, privo di legami con storie politiche e identità culturali
riconoscibili e diffuse, riesce a imporsi in tre mesi.
E' inoltre illusoria l'idea di rivolgersi, in così breve
tempo, a un indistinto elettorato "democratico".
I sei promotori, nella nota con cui giustificano questa
scelta, sostengono che in questo modo sarebbe possibile ottenere il voto di
"milioni di giovani".
La realtà e’
un’altra, non si raccolgono milioni di
voti nuovi in tre mesi.
C'è invece il concreto rischio di raggiungere questo
elettorato solo in misura molto limitata, e nello stesso tempo di non attrarre
il voto più politicizzato e schierato a sinistra che comprende anche molti
elettori delusi del PD e molti scontenti di Grillo.
Infine, non si può non tenere conto del fatto che
l'appartenenza al campo della sinistra fa parte dell'identità culturale di chi
dovrà raccogliere le Firme e fare la campagna elettorale. Frustrare questa identità
è sbagliato e controproducente.
Non dobbiamo aver paura di caratterizzarci per quello che
siamo obiettivamente, una lista con un programma chiaramente di sinistra.
C’è poi una questione di forma.
I momenti di
democrazia interna, reali o "virtuali", devono consentire agli aderenti prima di tutto di
partecipare realmente alla definizione delle alternative (sarebbe stato più
interessante, per esempio, permettere a chi e’ iscritto alla lista di formulare
proposte di simbolo), e in secondo luogo
di poter scegliere tra alternative reali.
Ciò non è avvenuto.
I quattro simboli, sottoposti a referendum dai promotori,
ripetono lo stesso motivo grafico e le diverse formulazioni del nome della
lista non comprendono significati veramente alternativi tra loro.
La vicenda del nome evidenzia la necessità che d'ora in poi
le attività della Lista siano organizzate con criteri più autenticamente
democratici.
"Garanti" non significa “decisori”, e il
decisionismo non è compatibile con il successo di questo progetto politico, ne’
con l’impegno per la democrazia che da sempre contraddistingue tutti i sostenitori della lista Tsipras.
LE ADESIONI A QUESTO APPELLO VANNO INVIATE A:
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