martedì 4 marzo 2014

DISPONIBILITA’ ALLA COSTRUZIONE DEI COMITATI A FAVORE DELLA LISTA “L’ALTRA EUROPA” CON TSIPRAS



Pensiamo che, in queste elezioni europee nelle iniziative a sostegno alla lista “L’ALTRA EUROPA con TZIPRAS, dovremmo essere tutti quanti conseguenti con le scelte che ci anno visto partecipi e per molti aspetti protagonisti nel percorso de “ La via Maestra”,  in difesa e per applicazione della costituzione  e la nostra partecipazione convinta alla manifestazione del 12 e 19 ottobre a Roma.

Quell’occasione è’ stata, nei fatti, un forte momento  di lotta e di unità per i movimenti, parte della cosiddetta società civile, pezzi importanti della CGIL, di SEL, Rifondazione, PCDI, PLC e altre organizzazioni della sinistra di classe.


Pensiamo che la difesa e l’applicazione della costituzione non siano aspetti separat1 dai 10 punti del programma della sinistra europea  ma che in essi trovino una loro articolazione europea soprattutto per quanto concerne ad esempio :

  • il lavoro e la sua dignità, indicati nella costituzione  negli art. 35, 36 e 37;
  • i limiti alla liberta di impresa pubbliche e private in funzione dell’interesse della collettività,  indicati nell’art. 41;
  •   il ruolo dello stato in difesa dell’apparato produttivo,  indicato negli art. 42 e 43;
  •  l’immigrazione per quanto concerne l’asilo politico, le minoranze linguistiche e le confessioni religiose, indicati negli art. 6,  art.8, art.10;
  • la difesa della democrazia rappresentativa che la costituzione articola a partire dall’art.49 in merito a partecipazione e  partiti.
Per quanto concerne questo ultimo punto, fondante la democrazia partecipata, la Carta Costituzionale sancisce la necessità della figura dei partiti come strumento di partecipazione dei cittadini alla vita democratica e alla politica.

In conseguenza di ciò siamo contro quella propaganda devastante,  base ideologica per l’instaurazione di un nuovo regime autoritario, che anche in parti della società civile ha già fatto presa e che indica come causa di tutti i mali la politica e i partiti sostenendo come  tutti i partiti, senza discrimine, siano uguali in quanto parte della cosiddetta casta privilegiata e corrotta e per questo siano inutili e dannosi.

Già da qualche formazione politica si teorizza l’inutilità, se non peggio, di partiti e sindacati oppure che sostiene che i partiti siano un limite alla governabilità del paese.

Propaganda, a nostro avviso, propedeutica, preparatoria e utile alla messa in discussione della “reale” e non fittizia  partecipazione democratica, che tende alla modifica della costituzione stessa e che marcia di pari passo insieme all’infame proposta di modifica della legge elettorale Renzi/Berlusconi e alle controriforme costituzionali.

Siamo per la sua difesa e applicazione (della costituzione,) e quindi qualsiasi approccio che abbia caratteristiche anche larvate indiscriminate e populiste di antipartito non può che vederci  assolutamente contrari e impegnati nel loro contrasto.

Contro la degenerazione della politica, la corruzione e i privilegi ma per la difesa e applicazione della democrazia partecipata.

Per realizzare gli obbiettivi di difesa e applicazione della costituzione ci sentiamo profondamente impegnati, anche in questo caso, nel tentativo di ricostruire l’unità della sinistra anticapitalista di classe e su questo terreno diamo la nostra incondizionata disponibilità pensando che queste elezioni europee possano fornire una buona occasione per procedere in tal senso.

Pensiamo inoltre, nel limite che ci sarà concesso, alla costruzione dei comitati non solo in funzione elettoralistica (se questa sarà l'unica caratteristica pur presenti il nostro interesse  sarà relativo)  in sostegno alla lista Tsipras ma come ulteriore momento e occasione di ricostruzione dell’unità della sinistra dell’alternativa anticapitalista in Italia in coerenza con la Sinistra Europea e di costruzione del conflitto contro le politiche di austerità in tutte le loro articolazioni e contro ogni involuzione in senso autoritario.

Questo percorso complessivo è, secondo noi, coerente con  i contenuti dei 10 punti  della Sinistra Europea  e con la stessa esperienza di Syriza.

Affinché ciò sia realizzabile pensiamo sia importante definire i mattoni che servono per costruire questa unità e che dovrebbero caratterizzare i nascenti comitati.
Secondo noi potrebbero semplicemente essere:

  •  Per la partecipazione l’inclusione di tutti coloro che, interessati, intendono partecipare: organizzazioni (associazioni, movimenti, partiti ecc.) e compagni singoli .
  • Per il loro funzionamento e scelte, il metodo del consenso e quindi non quello di “a maggioranza”in modo da tutelare i singoli rispetto alle potenzialità delle organizzazioni.  
  • Nei contenuti, partendo dallo scopo e dalla necessità importante di illustrare il programma europeo nel suo complesso,  pensiamo a una sua articolazione nella nostra specificità italiana per quanto concerne:  il lavoro, il modello di sviluppo, il diritto alla salute ad una vita libera e dignitosa, pensioni,  gli immigrati.
Pensiamo che in questa fase, anche rispetto alla crisi e al modello di sviluppo sociale che, in tutti i suoi aspetti economici e politici si sta delineando, l’applicazione dei  contenuti della costituzione sia cosa realmente alternativa e corrisponda ai reali bisogni dei cittadini.

Per quanto concerne il “metodo del consenso” (che prevede come condizione un’alto livello di responsabilità,  di profondo spirito democratico e convincimento su quanto si sta per fare e che implica il non usare a sproposito le possibilità di veto )  significa semplicemente fare assieme tutto quanto si condivide e sul resto continuare pacatamente, tra compagni, la discussione e il confronto con l’obbiettivo di arrivare ad una sintesi, anche attraverso le verifiche dei fatti che sempre stabiliscono torti e ragioni,  lasciando nel frattempo, sulle diversità, ognuno  libero  di seguire le proprie convinzioni  senza per questo degenerare in problemi , tensioni, conflitti e lacerazioni.

Strada difficilissima alla quale non siamo, purtroppo, abituati ma alla quale occorrerà adeguarsi in quanto è l’unica che può portare a risultati concreti e farci uscire dalla crisi che attraversa tutta sinistra di classe italiana rendendoci capaci di assolvere al ruolo che ci compete per le necessarie trasformazioni sociali.

Pensiamo per davvero che sia un percorso realizzabile in quanto siamo certissimi che sono molte di più le cose che condividiamo di quelle che ci dividono.

Per superare una visone meramente elettoralista dovremmo riflettere tutti quanti su quale utilità potrà avere il fatto di aver partecipato alle elezioni europee e  aver superato il quorum se nel nostro paese, in assenza di conflitto tutto da costruire, continuerà a perversare la politica dell’austerità a favore di banche ed imprese in un quadro politico istituzionale degenerato che vede gravemente compromesso il nostro sistema democratico nel quale il conflitto sarà considerato elemento di disturbo da reprimere.

I primi inquietanti segnali già ci sono: NO TAV e accordo sulla rappresentanza sindacale.

Diamo quindi la nostra adesione all'appello di costituzione del comitato in appoggio alla lista "L'Altra Europa con Tsipras" fornendo da subito la nostra disponibilità per la campagna di informazione e, nel momento in cui i relativi moduli saranno disponibili, per la raccolta delle firme.
Mettiamo inoltre a disposizione la sede del Circolo, in via Jacopino da Tradate 9, per tutte le necessita ed esigenza logistiche del caso
Circolo di Rifondazione Comunista "E. Colombani"-SE
Via Jacopino da Tradate, 9 - Milano


Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico
italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le
relative rappresentanze.

Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle
norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio
della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (*)
NOTE:
(*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l'ultimo comma
dell'art. 10 e l'ultimo comma dell'art. 26 della Costituzione non si applicano ai
delitti di genocidio.

Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad
affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge
nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del
suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia
un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può
rinunziarvi.

Art. 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni
che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire
l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e
al bambino una speciale e adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi,
a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità; sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica
pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad
enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i
modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione
sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo
indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.

Art. 43
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire,
mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a
comunità di lavoratori o di utenti, determinate imprese o categorie di imprese,
che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di
monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse genera

Art. 49
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con
metodo democratico a determinare la politica nazionale.

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