Pensiamo che, in queste
elezioni europee nelle iniziative a sostegno alla lista “L’ALTRA EUROPA con
TZIPRAS, dovremmo essere tutti quanti conseguenti con le scelte che ci anno
visto partecipi e per molti aspetti protagonisti nel percorso de “ La via
Maestra”, in difesa e per applicazione
della costituzione e la nostra partecipazione
convinta alla manifestazione del 12 e 19 ottobre a Roma.
Quell’occasione è’ stata,
nei fatti, un forte momento di lotta e di
unità per i movimenti, parte della cosiddetta società civile, pezzi importanti
della CGIL, di SEL, Rifondazione, PCDI, PLC e altre organizzazioni della
sinistra di classe.
Pensiamo che la difesa e
l’applicazione della costituzione non siano aspetti separat1 dai 10 punti del
programma della sinistra europea ma che
in essi trovino una loro articolazione europea soprattutto per quanto concerne
ad esempio :
- il lavoro e la sua dignità, indicati nella costituzione negli art. 35, 36 e 37;
- i limiti alla liberta di impresa pubbliche e private in funzione dell’interesse della collettività, indicati nell’art. 41;
- il ruolo dello stato in difesa dell’apparato produttivo, indicato negli art. 42 e 43;
- l’immigrazione per quanto concerne l’asilo politico, le minoranze linguistiche e le confessioni religiose, indicati negli art. 6, art.8, art.10;
- la difesa della democrazia rappresentativa che la costituzione articola a partire dall’art.49 in merito a partecipazione e partiti.
Per quanto concerne
questo ultimo punto, fondante la democrazia partecipata, la Carta
Costituzionale sancisce la necessità della figura dei partiti come strumento di
partecipazione dei cittadini alla vita democratica e alla politica.
In conseguenza di ciò siamo
contro quella propaganda devastante, base
ideologica per l’instaurazione di un nuovo regime autoritario, che anche in
parti della società civile ha già fatto presa e che indica come causa di tutti
i mali la politica e i partiti sostenendo come tutti i partiti, senza discrimine, siano
uguali in quanto parte della cosiddetta casta privilegiata e corrotta e per
questo siano inutili e dannosi.
Già da qualche formazione
politica si teorizza l’inutilità, se non peggio, di partiti e sindacati oppure
che sostiene che i partiti siano un limite alla governabilità del paese.
Propaganda, a nostro
avviso, propedeutica, preparatoria e utile alla messa in discussione della
“reale” e non fittizia partecipazione
democratica, che tende alla modifica della costituzione stessa e che marcia di
pari passo insieme all’infame proposta di modifica della legge elettorale
Renzi/Berlusconi e alle controriforme costituzionali.
Siamo per la sua difesa
e applicazione (della costituzione,) e quindi qualsiasi approccio che abbia
caratteristiche anche larvate indiscriminate e populiste di antipartito non può
che vederci assolutamente contrari e
impegnati nel loro contrasto.
Contro la degenerazione
della politica, la corruzione e i privilegi ma per la difesa e applicazione
della democrazia partecipata.
Per realizzare gli
obbiettivi di difesa e applicazione della costituzione ci sentiamo profondamente
impegnati, anche in questo caso, nel tentativo di ricostruire l’unità della
sinistra anticapitalista di classe e su questo terreno diamo la nostra
incondizionata disponibilità pensando che queste elezioni europee possano
fornire una buona occasione per procedere in tal senso.
Pensiamo inoltre, nel
limite che ci sarà concesso, alla costruzione dei comitati non solo in funzione
elettoralistica (se questa sarà l'unica caratteristica pur presenti il nostro interesse sarà relativo) in sostegno alla lista Tsipras
ma come ulteriore momento e occasione di ricostruzione dell’unità della
sinistra dell’alternativa anticapitalista in Italia in coerenza con la Sinistra
Europea e di costruzione del conflitto contro le politiche di austerità in
tutte le loro articolazioni e contro ogni involuzione in senso autoritario.
Questo percorso complessivo è, secondo noi,
coerente con i contenuti dei 10
punti della Sinistra Europea e con la stessa esperienza di Syriza.
Affinché ciò sia
realizzabile pensiamo sia importante definire i mattoni che servono per
costruire questa unità e che dovrebbero caratterizzare i nascenti comitati.
Secondo noi potrebbero semplicemente essere:
- Per la partecipazione l’inclusione di tutti coloro che, interessati, intendono partecipare: organizzazioni (associazioni, movimenti, partiti ecc.) e compagni singoli .
- Per il loro funzionamento e scelte, il metodo del consenso e quindi non quello di “a maggioranza”in modo da tutelare i singoli rispetto alle potenzialità delle organizzazioni.
- Nei contenuti, partendo dallo scopo e dalla necessità importante di illustrare il programma europeo nel suo complesso, pensiamo a una sua articolazione nella nostra specificità italiana per quanto concerne: il lavoro, il modello di sviluppo, il diritto alla salute ad una vita libera e dignitosa, pensioni, gli immigrati.
Pensiamo che in questa
fase, anche rispetto alla crisi e al modello di sviluppo sociale che, in tutti
i suoi aspetti economici e politici si sta delineando, l’applicazione dei contenuti della costituzione sia cosa realmente
alternativa e corrisponda ai reali bisogni dei cittadini.
Per quanto concerne il “metodo
del consenso” (che prevede come condizione un’alto livello di responsabilità, di profondo spirito democratico e convincimento
su quanto si sta per fare e che implica il non usare a sproposito le
possibilità di veto ) significa
semplicemente fare assieme tutto quanto si condivide e sul resto continuare
pacatamente, tra compagni, la discussione e il confronto con l’obbiettivo di
arrivare ad una sintesi, anche attraverso le verifiche dei fatti che sempre
stabiliscono torti e ragioni, lasciando
nel frattempo, sulle diversità, ognuno
libero di seguire le proprie convinzioni
senza per questo degenerare in problemi
, tensioni, conflitti e lacerazioni.
Strada difficilissima
alla quale non siamo, purtroppo, abituati ma alla quale occorrerà adeguarsi in
quanto è l’unica che può portare a risultati concreti e farci uscire dalla
crisi che attraversa tutta sinistra di classe italiana rendendoci capaci di
assolvere al ruolo che ci compete per le necessarie trasformazioni sociali.
Pensiamo per davvero che
sia un percorso realizzabile in quanto siamo certissimi che sono molte di più le
cose che condividiamo di quelle che ci dividono.
Per superare una visone
meramente elettoralista dovremmo riflettere tutti quanti su quale utilità potrà
avere il fatto di aver partecipato alle elezioni europee e aver superato il quorum se nel nostro paese,
in assenza di conflitto tutto da costruire, continuerà a perversare la politica
dell’austerità a favore di banche ed imprese in un quadro politico
istituzionale degenerato che vede gravemente compromesso il nostro sistema
democratico nel quale il conflitto sarà considerato elemento di disturbo da
reprimere.
I primi inquietanti
segnali già ci sono: NO TAV e accordo sulla rappresentanza sindacale.
Diamo quindi la nostra adesione all'appello di
costituzione del comitato in appoggio alla lista "L'Altra Europa con
Tsipras" fornendo da subito la nostra disponibilità per la campagna di
informazione e, nel momento in cui i relativi moduli saranno disponibili, per
la raccolta delle firme.
Mettiamo inoltre a disposizione la sede del
Circolo, in via Jacopino da Tradate 9, per tutte le necessita ed esigenza
logistiche del caso
Circolo di Rifondazione
Comunista "E. Colombani"-SE
Via Jacopino da Tradate, 9 - Milano
Art. 6
La Repubblica tutela con
apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 8
Tutte le confessioni
religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose
diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
secondo i propri statuti,
in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico
italiano.
I loro rapporti con lo
Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le
relative rappresentanze.
Art. 10
L'ordinamento giuridico italiano si conforma
alle norme del diritto internazionale
generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è
regolata dalla legge in conformità delle
norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo
paese l'effettivo esercizio delle libertà
democratiche garantite dalla Costituzione
italiana, ha diritto d'asilo nel territorio
della Repubblica, secondo le condizioni
stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per
reati politici. (*)
NOTE:
(*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n.
1, ha disposto che l'ultimo comma
dell'art. 10 e l'ultimo comma dell'art. 26 della
Costituzione non si applicano ai
delitti di genocidio.
Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue
forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale
dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le
organizzazioni internazionali intesi ad
affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi
stabiliti dalla legge
nell'interesse generale, e tutela il lavoro
italiano all'estero.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione
proporzionata alla quantità e qualità del
suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad
assicurare a sé e alla famiglia
un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è
stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e
a ferie annuali retribuite, e non può
rinunziarvi.
Art. 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a
parità di lavoro, le stesse retribuzioni
che spettano al lavoratore. Le condizioni di
lavoro devono consentire
l'adempimento della sua essenziale funzione
familiare e assicurare alla madre e
al bambino una speciale e adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per
il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con
speciali norme e garantisce ad essi,
a parità di lavoro, il diritto alla parità di
retribuzione.
Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità;
sociale o in modo da recare danno
alla sicurezza, alla libertà, alla dignità
umana.
La legge determina i programmi e i controlli
opportuni perché l'attività economica
pubblica e privata possa essere indirizzata e
coordinata a fini sociali.
Art. 42
La proprietà è pubblica o privata. I beni
economici appartengono allo Stato, ad
enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita
dalla legge, che ne determina i
modi di acquisto, di godimento e i limiti allo
scopo di assicurarne la funzione
sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi
preveduti dalla legge, e salvo
indennizzo, espropriata per motivi d'interesse
generale.
A fini di utilità generale la legge può
riservare originariamente o trasferire,
mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo
Stato, ad enti pubblici o a
comunità di lavoratori o di utenti, determinate
imprese o categorie di imprese,
che si riferiscano a servizi pubblici essenziali
o a fonti di energia o a situazioni di
monopolio ed abbiano carattere di preminente
interesse genera
Art. 49
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi
liberamente in partiti per concorrere con
metodo
democratico a determinare la politica nazionale.
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