Tutti i media europei, e naturalmente quelli italiani, danno ampio risalto all’affermazione dell’estrema destra francese alle elezioni municipali in Francia.
Un dato sicuramente significativo e preoccupante, anche se limitato ai pochi comuni in cui erano presenti liste della destra nazionalista di Marine Le Pen.
Il risultato negativo del Partito
Socialista Francese era annunciato. Hollande ha deluso non poco le aspettative
di cambiamento suscitate con la sua elezione, seguendo come i suoi colleghi
socialisti europei la via dell’austerità e dell’obbedienza all’ortodossia
neoliberista europea. Ma c’è anche un altro dato, che non è riportato dai
media, ed è la presenza di una opposizione di sinistra al governo
socialista, un’opposizione che in più di 100 città, con il Front de
gauche, supera il 10% dei voti. Il Front de Gauche non è stato conteggiato
in quanto tale, perché hanno purtroppo pesato le divisioni che hanno visto i
suoi protagonisti presentarsi diversamente a livello locale, in alcuni casi
alleati dei socialisti, in alcuni no. Un errore che non si presenterà alle
prossime elezioni europee.
In Francia, come nel resto d’Europa,
non c’è solo Le Pen. A contrastare le politiche antipopolari di Hollande
e della Troika c’è un’opposizione di sinistra a questa Europa. Un’opposizione
che non gioca sul sentimento nazionalista, sulla propaganda xenofoba e razzista
contro gli immigrati, ma sul tema della rifondazione democratica e sociale
dell’Europa. Sulla disobbedienza ai trattati neoliberisti e alle loro regole che
producono recessione economica, disuguaglianza e disoccupazione.
Un’opposizione che alle europee sarà unita con il Front de Gauche, nel sostegno
alla Sinistra Europea e ad Alexis Tsipras.
La speranza del cambiamento in
Europa non passa attraverso il sentimento egoistico di divisione e di
isolamento. Può vivere solo con un’unità dei popoli europei che punti a
cambiare i trattati, a partire dal Fiscal compact, e a
riconquistare la sovranità popolare sequestrata dai mercati.
È l’unità dei popoli, e non la loro
divisione su basi nazionaliste, che può battere l’austerità e la grande
coalizione che la sostiene. Sono i movimenti popolari contro l’austerità, come
quello della Marcia della dignità del 22 Marzo in Spagna,
anch’essa ignorata dai media nostrani, così come le mobilitazioni in Portogallo
e in Grecia contro la Troika. Questa rimozione dell’alternativa progressista
all’Europa dell’austerità risponde ad una logica precisa, non è casuale.
Presentare le prossime elezioni europee come alternativa fra l’Europa
neoliberista della grande coalizione e forze populiste e nazionaliste.
Esiste invece un’altra possibilità,
quella rappresentata dalla Sinistra Europea e dalla candidatura di Alexis
Tsipras,e che in Italia vive nella lista l’Altra Europa con Tsipras. La
possibilità e la speranza di rimettere in discussione radicalmente questa Ue,
di riconquistare democrazia e diritti sociali, un’altra idea di integrazione,
libera dal neoliberismo e dalla paura.
di Fabio Amato
di Fabio Amato
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