Il tempo è ora!
Nel corso degli ultimi mesi sono venute maturando in Italia le condizioni per dar vita ad un processo di costruzione di un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista.
Si tratta di un fatto molto positivo che ha avuto negli ultimi giorni una
decisa accelerazione e che pone concretamente dinnanzi a noi la possibilità oltre che la
necessità di dar vita ad un processo
costituente della sinistra.
Da molto tempo Rifondazione
Comunista lavora per dar vita a questo processo costituente, per costruire una Syriza italiana, e
ritiene quindi assolutamente necessario operare oggi per la sua realizzazione. Se non ora quando?
Gli elementi che maggiormente hanno costruito le condizioni
dell’avviarsi di questo processo sono
due.
In primo luogo la vittoria di Syriza in Grecia –
accompagnata dall’emergere di Podemos in Spagna –
ha reso evidente a livello di massa la presenza di una
posizione antiliberista a livello europeo
contro le due posizioni liberiste egemoni: quella
tecnocratica e quella razzista e nazionalista. La
vittoria di Syriza non solo ha aperto una speranza per vasti
strati popolari ma ha inciso
positivamente anche sul dibattito interno alla sinistra,
diventando il punto di riferimento
principale per la maggioranza di coloro che si oppongono
alle politiche neoliberiste.
In secondo luogo le politiche del governo Renzi che nel loro
carattere palesemente di destra
hanno allargato contraddizioni già presenti fino a farle
esplodere. In primo luogo l’attacco ai diritti
sociali ha determinato una forte critica da parte dei
settori sociali interessati e ha portato alla
rottura dell’esecutivo con la maggioranza delle
organizzazioni sindacali. Pur non avendo,
quest’ultime, intrapreso una coerente azione di
mobilitazione e di lotta, questo fatto rappresenta
un punto rilevantissimo e di grande novità. Dal JOBS Act
alla “riforma” della scuola, la rottura è
stata palese e foriera di ulteriori positivi sviluppi. La
fine del collateralismo tra Cgil e PD è un fatto
nuovo che parla di un inedito spazio politico. In secondo
luogo la rottura dell’esecutivo con ampi
settori democratici sul terreno delle riforme costituzionali
e della legge elettorale. Per la prima
volta risulta chiaro che il PD di Renzi sta destrutturando
il sistema democratico e viene quindi a
cadere l’ultimo presupposto fondativo del bipolarismo
italiano. La stessa scelta di una legge
elettorale ipermaggioritaria basata sui partiti e non sulle
coalizioni elimina ogni spazio di ambiguità
nei rapporti tra la sinistra e il PD: o si sta con Renzi o
ci si pone in alternativa a Renzi.
In questo contesto si sono aperte significative
contraddizioni all’interno del PD che oltre ad un
processo di disaffezione e di allontanamento a livello di
base, hanno dato luogo ad un positivo
protagonismo anche di parti del gruppo dirigente nazionale
che hanno rotto e stanno rompendo
con il PD.
Parallelamente SEL, pur con contraddizioni politiche non
risolte in merito al superamento chiaro
delle illusioni sul centro sinistra, si colloca oggi sulla
strada di costruire un soggetto unico della
sinistra nella realtà del paese.
Si tratta quindi di cogliere la decisiva occasione di
coniugare le contraddizioni aperte dal governo
Renzi con la disponibilità politica a costruire una sinistra
antiliberista che sappia costruire una
positiva sinergia con la “Coalizione sociale” proposta da
Landini, che auspichiamo possa
svilupparsi, contribuendo al superamento della passività
sociale che ha caratterizzato fortemente
questi ultimi anni.
In questo quadro importante è il passaggio delle elezioni
regionali che vedono in ogni regione la
presenza di liste unitarie collocate chiaramente in
alternativa al centro sinistra. Rifondazione
Comunista ha lavorato a fondo per realizzare queste liste,
riuscendo a determinare in alcune realtà
schieramenti alternativi ampi. Dobbiamo quindi operare
affinché in tutte le elezioni regionali
cominci ad emergere chiaramente un progetto politico di
sinistra alternativo a quello renziano.
In questo contesto decisiva è la presenza e il ruolo che ha
giocato e che deve continuare a giocare
l’Altra Europa. Dopo aver dato vita alla lista unitaria per
le elezioni europee, l’Altra Europa è – da
un lato – l’unico soggetto unitario, costitutivamente
plurale, in campo. Inoltre, la dichiarata
volontà de l’Altra Europa di essere un soggetto politico che
opera con l’unica finalità di dar vita ad
un processo di aggregazione più ampio, ne ha definito un
ruolo centrale in tutti i processi di
dialogo ed iniziativa posti in essere in questi mesi.
Riteniamo quindi assai importante il ruolo
politico dell’Altra Europa al fine di dar vita ad un
processo costituente che non abbia
caratteristiche pattizie ma che ponga esplicitamente il tema
di un nuovo inizio.
Rifondazione Comunista ritiene quindi necessario operare
immediatamente per costruire il
percorso politico unitario, intrecciandolo alla costruzione
del conflitto sociale a partire dalla
questione del lavoro, della scuola, del reddito minimo, al
fine di arrivare prima dell’estate alla
partenza del processo costituente della sinistra
antiliberista.
La proposta politica che noi avanziamo è quella esplicitata
in modo chiaro nel documento
dell’ultimo congresso tenutosi a Perugia nel dicembre 2013 e
che qui riportiamo integralmente:
“Come abbiamo detto più volte Rifondazione Comunista è
necessaria ma non sufficiente e per
questo proponiamo di avviare un processo fondativo di un
soggetto politico unitario della sinistra
di alternativa. Riteniamo, infatti, che le frammentazioni
e la divisione della sinistra italiana siano
l’esito della radicale sconfitta sociale e politica degli
ultimi decenni, ma anche dei nostri errori e
limiti soggettivi. Nell’avanzare questa proposta siamo
perfettamente consapevoli che i tentativi di
riaggregazione che in questi anni abbiamo insistito a
promuovere sono stati viziati da limiti
soggettivi relativi alla natura stessa dei processi
unitari messi in campo. Non si può costruire
l’unità a partire da accordi di vertice fra
organizzazioni ed aggregazioni che nel corso del tempo si
sono divise, senza percorsi reali di condivisione
democratica e partecipata di contenuti e priorità.
Non si può costruire l’unità solo sulla base delle
scadenze elettorali e meno ancora con l’unico
obiettivo di superare quorum e sbarramenti con liste
improvvisate ed espressione di equilibri
incomprensibili ai più. Non si può costruire l’unità
sulla base di pregiudiziali ideologiche od
organizzative tese a pretendere scioglimenti, abiure ed
ulteriori divisioni nelle già troppe
organizzazioni esistenti. Non si può separare il processo
di unificazione e aggregazione politica dai
processi di costruzione e internità al conflitto sociale.
L’unità politica è strettamente connessa alla
costruzione di un movimento unitario contro il liberismo
e l’attacco alla democrazia, di cui la
manifestazione del 12 è il primo passo. Riteniamo pertanto
che sia necessario fare un salto di
qualità che non ripeta gli errori del passato. Per questi
motivi il Prc propone alcune idee che ritiene
utili per poter determinare il salto di qualità che tutte
e tutti sentono necessario, anche sulla base
di quanto accade nel resto d’Europa, con le positive
esperienze di aggregazione di Syriza, del Front
de Gauche, di Izquierda Unida.
1. È necessario avviare un processo fondativo di un
soggetto politico unitario della sinistra sulla
base della costruzione di una piattaforma antiliberista
che delinei l’uscita a sinistra dalla crisi, che
si connoti per l’autonomia e l’alterità rispetto al
centrosinistra e al Partito Democratico, per il
riferimento in Europa al Partito della Sinistra Europea e
al Gue, per l’esplicito collegamento con le
battaglie della Fiom, della sinistra della CGIL, del
sindacalismo di base e dei movimenti di
trasformazione.
2. È importante che tale soggetto assuma come centrale
una piattaforma per la ricostruzione
della sovranità popolare e la rifondazione democratica di
ogni ambito della vita sociale e politica a
partire dalla difesa e dall’attuazione della
Costituzione. Dalla democrazia nei luoghi di lavoro, allo
sviluppo della democrazia partecipativa e diretta, alla
ripresa di un’iniziativa costante per il
sistema proporzionale sul terreno della democrazia
rappresentativa.
3. È indispensabile che il processo di costruzione di
tale soggetto, non avvenga in modo
verticista e pattizio, ma attraverso il coinvolgimento
democratico e partecipato di tutte le persone
concordi con gli obiettivi unitari, sulla base del
principio “una testa, un voto”; che il soggetto
unitario abbia piena titolarità sulla rappresentanza
elettorale; che le forze organizzate, locali e
nazionali, che scelgano di attivarsi per il processo
unitario senza sciogliersi, s’impegnino a non
esercitare vincoli di mandato ed a garantire la libera
scelta individuale nell’adesione al nuovo
soggetto politico da parte dei propri iscritti e
iscritte. “
L’unità tra le forze politiche della sinistra è quindi una
condizione necessaria al fine di dar vita ad
un processo costituente, nella chiarezza che l’obiettivo da
raggiungere è la fondazione di un nuovo
soggetto politico – non la federazione o l’allargamento dei
soggetti attuali – e il suo intreccio con i
movimenti sociali. Unità finalizzata a dar vita ad un nuovo
spazio pubblico della sinistra, che veda
tutti i soggetti individuali e collettivi coinvolti con pari
dignità in un processo democratico e
partecipato.
A tal riguardo è decisiva la relazione tra democrazia,
partecipazione e pluralismo del soggetto
stesso a cui vogliamo dar vita. Le caratteristiche che noi
riteniamo necessarie al fine di costruire
una sinistra di popolo sono la piena democraticità del nuovo
soggetto politico e il rispetto e la
valorizzazione della pluralità delle culture e delle
appartenenze che necessariamente lo
caratterizzeranno. Non si tratta quindi di dar vita
all’ennesimo partito della sinistra che sarebbe
destinato a ripercorrere inevitabilmente le divisioni e i
processi di abbandono silenzioso a cui
abbiamo già assistito troppe volte, ma si tratta di
costruire un soggetto unitario e plurale che oltre
a praticare la critica dell’economia politica sia in grado
di misurarsi con la critica della politica.
L’unità deve essere finalizzata all’innovazione e alla
definizione processuale di forme organizzative
che sappiano valorizzare le differenze invece di
irrigidirle.
Documento approvato dalla Direzione Nazionale del
10/5/2015
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