Renzi spedisce Morando a dire che il rimborso sulle pensioni sarà una elemosina: "Non si può, c'e il pareggio di bilancio.
L'intento del governo è quello di "fare presto ma bene, nel contesto della Costituzione repubblicana in vigore che contiene anche il nuovo articolo 81, che prevede il principio dell'equilibrio" di bilancio. Così il viceministro dell'Economia Enrico Morando al termine di una informativa sul caso pensioni in commissione Bilancio al Senato. Esattamente come ha scritto “Controlacrisi” ieri, il Governo intende “spianare” la sentenza della Corte costituzionale usando le sue stesse armi. Del resto, la lettera dell'Ue con le raccomandazioni lascia proprio intendere questo e, pur senza ricordarlo esplicitamente, fa proprio riferimento all'art. 81.
Morando, da parte sua, ha sottolineato che proprio l’articolo 81 ”prevede
l'equilibrio tra entrate e spese" un principio, insomma, che "ci
impegna non solo con la Ue ma anche con la Costituzione". Quindi
l'articolo 81 deve essere tenuto in conto sul decidere cosa fare dopo la
sentenza". E quindi sul cosiddetto rimborso delle pensioni arriverà men
che meno di una elemosina.
Per il governo, ha precisato Morando, "l'interpretazione che circola per
cui la sentenza della Corte comporterebbe un ritorno alla legislazione vigente
prima" del Salva Italia addirittura "non e' fondata", in
sostanza non c'è alcun vincolo a 'ridare tutto a tutti'. E quindi la strada è
quella di "rimuovere" le due ragioni che hanno portato la Corte ha
bocciare lo stop per 2 anni (2012 e 2013) dell'adeguamento degli assegni
pensionistici sopra tre volte il minimo all'inflazione. Il viceministro non ha
dato altri dettagli dell'intervento, nemmeno sui tempi, limitandosi a dire che
non si occupa "di convocazioni del Consiglio dei ministri". In ogni
caso, ha sottolineato, ci sono "diverse ipotesi" sul tavolo e che la
decisione "sarà presa collegialmente nei prossimi giorni". La Corte
Costituzionale, ha ricordato Morando, ha dichiarato illegittimo il blocco
dell'indicizzazione delle pensioni del governo Monti "perché‚ la
sospendeva per due anni e non per uno, come si era fatto in precedenza, e perché‚
riguardava pensioni più basse rispetto a quelle coinvolte da altri
interventi".
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