Elezioni regionali 2015 e costituente della sinistra
Domenica 31 maggio andranno al voto 7 regioni. Rifondazione
Comunista ha lavorato in tutte le regioni per dar vita a liste di sinistra
autonome ed alternativa al centrosinistra e così è avvenuto. Da Rete a sinistra
in Liguria a L’Altra Puglia, a Toscana a Sinistra, in tutte le regioni vi è una
lista di sinistra che si candida al governo della regione con una proposta
chiaramente alternativa. Si tratta di una scelta di fondo dovuta alla
consapevolezza che il Pd di Renzi sia diventato un partito confindustriale e
che per uscire dalle politiche di austerità che stanno stritolando i diritti
del popolo italiano, sia necessario disobbedire, sia necessario fare ad ogni
livello quello che sta facendo il governo di Syriza in Grecia.
Alle elezioni regionali – come già alle comunali di Aosta,
Bolzano e Trento – abbiamo quindi una prima anticipazione di un percorso
unitario a sinistra, chiaramente distinto dal Pd. Si tratta di un passo in
avanti ma ancora parziale. Mentre in Liguria la lista di sinistra vede
candidato presidente Luca Pastorino, deputato uscito recentemente dal Pd, e
comprende tutti i partiti di sinistra – Sel, Rifondazione, etc. – non in tutte
le regioni esiste questa unità. Campania, Marche e Toscana vedono uniti i
partiti di sinistra fuori dal centro sinistra ma purtroppo questo non accade in
Puglia, Umbria e Veneto, dove Sel ha scelto di correre in coalizione con il Pd.
Le elezioni regionali segnano quindi un punto di passaggio positivo nella costruzione di una sinistra autonoma dal Pd ma in forme ancora contraddittorie. Si tratta di superare rapidamente questa situazione in modo da dar vita anche in Italia ad una costituente della sinistra in sintonia con le altre esperienze europee, da Syriza a Podemos alla Linke.
Affinché questo progetto possa procedere rapidamente a mio
parere sono necessarie alcune condizioni. In primo luogo che vi sia una buona
affermazione delle liste di sinistra in queste elezioni regionali. Non sfugge a
nessuno che – pur nella situazione ancora contraddittoria – un buon risultato
alle regionali darebbe un positivo slancio alla costruzione dell’unità. Un voto
alle liste di sinistra nelle regionali è quindi un voto che vale doppio: serve
a determinare la rappresentanza regionale ma serve anche a far decollare il
processo unitario a livello nazionale, a vincere timidezze ed incertezze.
Votatele!
In secondo luogo occorre avere la consapevolezza che l’unità
delle forze della sinistra – da Civati a Sel a Rifondazione – è unicamente la
precondizione unitaria per poter dar vita ad un processo costituente che sia
rivolto a tutti e tutte coloro che in questi anni si sono in vario modo
impegnati nelle battaglie sociali, culturali e democratiche. L’unità delle
soggettività politiche non è il fine ma il mezzo attraverso cui dare vita ad un
processo costituente che sia rivolto non solo a coloro che già sono iscritti ai
partiti ma a tutti coloro che vogliono combattere da sinistra il neoliberismo.
In terzo luogo occorre aver chiaro che vi è una necessità di
innovare le forme attraverso cui costruire questo nuovo soggetto politico, che
non può ricalcare né la struttura della federazione né quella del partito. Il
processo costituente a cui dobbiamo dar vita subito dopo le regionali deve
vedere non solo una discussione sui contenuti politici ma una discussione
approfondita ed una grande sperimentazione sulle forme della politica. Critica
della politica e critica dell’economia politica costituiscono a mio parere le
due facce di questo percorso. In questo quadro vi è il tema – ineludibile –
dell’individuazione dei volti che possano rappresentare questo processo e che –
necessariamente – non possono essere i volti di coloro che sono stati in prima
fila nella fase precedente, quella delle divisioni.
In quarto luogo occorre avere chiaro che la costruzione di
una sinistra antiliberista, di alternativa, significa lavorare per la
costruzione di una sinistra che si candida a governare il paese in alternativa
alle politiche di austerità, come ha fatto Syriza in Grecia. Negli anni scorsi
il termine sinistra di governo ha avuto nei fatti il significato di sinistra
moderata, di compromessi al ribasso ed in generale di accettazione del
paradigma neoliberista. Noi dobbiamo uscire da questa gabbia e proporci di
costruire una sinistra antiliberista di governo, che non si limita a protestare
ma costruisce programmi e percorsi di alternativa, qui ed ora.
Confido che anche a partire da buoni risultati elettorali
saremo in grado di far partire subito dopo le elezioni questo processo. Se non
ora quando?
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