Scuola, i Cobas lanciano il guanto di sfida dello sciopero durante gli scrutini. L'ok di Flc-Cgil. Vacilla il fronte unitario, però.
Cobas a testa bassa contro la
cosiddetta riforma della scuola. La “Buona scuola” dovrà passare per le forche
caudine del blocco degli scrutini per due giorni, come minimo. Analoga risposta
era arrivata già ieri dall'Unicobas, che ha piazzato la stessa forma di
protesta fra l'8 e il 18 giugno. Segnali di guerra anche dalla Flc Cgil che per
bocca del segretario generale di categoria Mimmo Pantaleo si dice pronta a
lanciare il guanto di sfida. “Sciopereremo durante gli scrutini nel rispetto
delle regole che prevedono la possibilità di astenersi dal lavoro per due
giorni consecutivi – dice, in una intervista al manifesto - spostando gli
scrutini fino ad un massimo di cinque giorni”. Il Garante sugli scioperi,
Roberto Alesse, intanto ha già fatto sapere che adotterà "il massimo
rigore a tutela degli
utenti".
La realtà è che non ha armi
effettive in mano. Ed infatti in una intervista al Corriere della Sera invita
le parti al confronto. La risposta della Cgil:”Non capisco queste sue uscite
senza specificare che è prevista la possibilità di fare sciopero durante gli
scrutini”, dice Pantaleo. “Certo, le pressioni del governo sono evidenti. Nella
storia delle lotte nella scuola non c'è mai stata una precettazione – aggiunge
- . Nella storia della scuola durante la Repubblica, almeno”. La sola cosa che
resta da capire è se lo sciopero sarà unitario o no. I sindacati confederali si
riuniranno la prossima settimana con Snals e Gilda per decidere sul da farsi.
Le premesse non sono delle migliori. Oggi a prendere le distanze dal
boicottaggio degli scrutini è la segretaria della Cisl Anna Maria Furlan.
"Nessuna sponda ai Cobas sul blocco degli scrutini, ma il governo deve
rispettare l'impegno di dialogare con il sindacato".
In un nuovo botta e risposta
su Twitter con gli insegnanti, il premier Matteo Renzi ribadisce che
"ascoltare significa ascoltare, non assecondare per forza",
"Avremmo preferito una convocazione unitaria - spiega il portavoce dei
Cobas Piero Bernocchi - ma riteniamo che vadano rotti gli indugi per dare con
urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la
legittimità della forma di lotta proposta; per questo abbiamo indetto,
auspicando fortemente che anche gli altri sindacati facciano lo stesso, il
blocco degli scrutini e di ogni attivit… scolastica per tutto il personale per
due giorni consecutivi, a partire dal giorno seguente la fine delle lezioni,
differenziata per Regioni". E i Cobas sono pronti a proseguire la lotta
anche oltre i due giorni di blocco già indetti: ne discuteranno con i lavoratori
nelle giornate di mobilitazione unitaria tra il 18 e il 20, in occasione del
voto sul Ddl alla Camera.
La polemica si fa ancora più
ronvente in sede politica. All'interno del Pd, con Francesca Puglisi che
rinfresca la memoria a Fassina (quando era responsabile economico del partito,
nell'elaborazione del programma elettorale del 2013, disse no a un piano di
assunzioni di 60.000 insegnanti). E con rinnovati appelli al Governo.
"Ascolti le istanze della scuola" e cambi la riforma inserendo
"in Aula le proposte che arrivano dal mondo della scuola" esorta
l'esponente M5s, Luigi Di Maio. "Spero che Renzi ci ripensi. Le riforme di
destra mettono il potere nelle mani di pochi. In questa riforma non c'è una
lira per il diritto allo studio" constata Arturo Scotto, capogruppo di
Sel.
Autore Fabio sebastiani
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