venerdì 18 dicembre 2015

CONSIGLIO COMUNALE DEL 17 DICEMBRE 2015

CONSIGLIO COMUNALE DEL 17 DICEMBRE 2015
 
 INTERVENTO DI BASILIO RIZZO PRIMA DELLA DISCUSSIONE DELLA DELIBERA SUGLI SCALI FERROVIARI RIPROPOSTA IN AULA DOPO LA BOCCIATURA DELLA SETTIMANA SCORSA.

Quando mi sono insediato nel ruolo di Presidente del Consiglio ho detto che avrei rispettato il mio ruolo anche quando ci fosse stata un’eventuale (che auspicavo non ci fosse) frizione nei confronti delle scelte della Giunta perché sono profondamente convinto del valore del confronto dialettico tra quello che pensa la giunta e quello che pensa il consiglio.
Do atto al fatto che il Sindaco, in tutti questi giorni, non è mai intervenuto su di me per nessuna decisione che riguardasse le scelte del Consiglio e ci siamo parlati molto, perché c’è stato di mezzo anche il 12 dicembre, e quindi avremmo avuto modo di farlo anche in via informale.

Io devo dire (come Presidente del Consiglio, e nello spirito che dicevo) che la Giunta in questa occasione, con la riproposizione di questo documento, ha sfidato il Consiglio Comunale, non ha rispettato il suo verdetto liberamente espresso perché si può dissentire da una sua decisione ma è un dato di fatto che il Consiglio nella sua legittimità, nella sua libertà si è espresso.
La Giunta, oltre a sfidare il Consiglio (cosa che non conviene nel mio modo di pensare le istituzioni: ci si può confrontare, non sfidarsi) ha fatto di più, spero involontariamente e di peggio: ha cancellato il Consiglio, lo ha ignorato, lo ha annientato non nel senso che ci ha fatto fuori ma nel senso letterale della parola.
Ha detto che il Consiglio è NIENTE, tanto è vero che la delibera che è stata ripresentata non cita neppure il fatto che su questo argomento il Consiglio si è espresso e ha espresso un voto contrario.
E questo, fate attenzione, ha un effetto anche dal punto di vista istituzionale non da poco: significa che il Consiglio è considerato NULLA, un Presidente del Consiglio, chiunque fosse stato, non poteva accettare una situazione di questa natura e credo che verrebbe meno al suo compito di Presidente del Consiglio se non protestasse fortemente contro questa situazione.
Un Presidente, chiunque esso sia, non può sostenere una tesi che svuoterebbe la funzione del Consiglio Comunale. Non può avvallare la posizione per cui il Consiglio si pronuncia, si esprime e questa espressione NON viene presa in considerazione.
Un Presidente del Consiglio (che deve avere come suo compito fondamentale quello di far funzionare bene il Consiglio Comunale, a prescindere dalle proprie convinzioni) nella situazione attuale si rende conto che a cinque mesi dalla fine del mandato, una forzatura di questa natura, non condivisa, che mette in discussione la decisione del Consiglio, determinerà la paralisi del Consiglio stesso.
Io ho il dovere, per conto del Consiglio, di chiedere che questa paralisi non venga imposta al Consiglio.
Qualcuno mi potrà dire che ne faccio una questione di forma io invece penso che sia una questione di contenuto importantissimo per la storia della città.
Se (e spero di no! Spero di NO!) dovremo ridiscutere la delibera già bocciata, chiederò ancora di intervenire e spiegherò cosa ne penso; ma in questo momento volevo dire che affermare che ciò di cui stiamo discutendo è una questione di forma e non di contenuto è un errore clamoroso.
Ancora una volta si dimostra la non comprensione dei fondamenti della democrazia sui quali si regge anche il funzionamento del Consiglio Comunale.
Pensare che si debba tutelare la funzione di rappresentanza del Comune è una cosa di sostanza e non di forma.
Chiedere che questo organismo, eletto dai cittadini conti e non venga annientato e non preso in considerazione è una questione di sostanza.
Per questo io spero che chi governa Milano non faccia il torto di negare l’esistenza del Consiglio, di negare la funzione che è quella di esprimere, di votare e di rispettare le votazioni che sono state fatte.
Concludo dicendo che questo (e lo dico a tutti i colleghi) è un voto di coscienza che pesa e peserà per l’oggi e per il futuro perché non credo che, come non lo voglio io, questo Consiglio Comunale non voglio passare alla cronaca, non dico alla storia, come il Consiglio Comunale che non rispetta le decisioni che lo stesso Consiglio ha preso.
Tutto ciò vuol dire essere di opposizione? Su questo sbagliano i colleghi dell’opposizione.
Io penso che nel Consiglio Comunale non esiste il voto di fiducia e non si è o meno in maggioranza in rapporto alla votazione su un provvedimento.
La maggioranza si manifesta negli atti fondamentali.
Essere o non essere nella maggioranza lo decide chi ne è parte e chi ne è garante: il Sindaco può dichiararmi fuori della maggioranza oppure io posso dire che esco dalle maggioranza.
Io devo essere libero, in Consiglio, di votare come consigliere. E dico, con molta serenità, che chi sostiene che questo è un voto di fiducia sulla Giunta sbaglia.
Qui noi, in questa condizione, discutiamo sul merito e sulla dignità del Consiglio Comunale e mi auguro che esso trovi al suo interno la forza per difendersi, anche se questo non piace alla Giunta.

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