CONSIGLIO COMUNALE DEL 17 DICEMBRE 2015
INTERVENTO DI BASILIO RIZZO PRIMA DELLA DISCUSSIONE DELLA DELIBERA SUGLI SCALI FERROVIARI RIPROPOSTA IN AULA DOPO
LA BOCCIATURA DELLA SETTIMANA SCORSA.
Quando
mi sono insediato nel ruolo di Presidente del Consiglio ho detto che
avrei rispettato il mio ruolo anche quando ci fosse stata un’eventuale
(che auspicavo non ci fosse) frizione nei confronti delle scelte della
Giunta perché sono profondamente convinto del valore del confronto
dialettico tra quello che pensa la giunta e quello che pensa il
consiglio.
Do
atto al fatto che il Sindaco, in tutti questi giorni, non è mai
intervenuto su di me per nessuna decisione che riguardasse le scelte del
Consiglio
e ci siamo parlati molto, perché c’è stato di mezzo anche il 12
dicembre, e quindi avremmo avuto modo di farlo anche in via informale.
Io
devo dire (come Presidente del Consiglio, e nello spirito che dicevo)
che la Giunta in questa occasione, con la riproposizione di questo
documento,
ha sfidato il Consiglio Comunale, non ha rispettato il suo
verdetto liberamente espresso perché si può dissentire da una sua
decisione ma è un dato di fatto che il Consiglio nella sua legittimità,
nella sua libertà si è espresso.
La
Giunta, oltre a sfidare il Consiglio (cosa che non conviene nel mio
modo di pensare le istituzioni: ci si può confrontare, non sfidarsi) ha
fatto
di più, spero involontariamente e di peggio: ha cancellato il Consiglio, lo ha ignorato, lo ha annientato non nel senso che ci ha fatto fuori ma nel senso letterale della parola.
Ha
detto che il Consiglio è NIENTE, tanto è vero che la delibera che è
stata ripresentata non cita neppure il fatto che su questo argomento il
Consiglio
si è espresso e ha espresso un voto contrario.
E
questo, fate attenzione, ha un effetto anche dal punto di vista
istituzionale non da poco: significa che il Consiglio è considerato
NULLA, un
Presidente del Consiglio, chiunque fosse stato, non poteva accettare
una situazione di questa natura e credo che verrebbe meno al suo compito
di Presidente del Consiglio se non protestasse fortemente contro questa
situazione.
Un
Presidente, chiunque esso sia, non può sostenere una tesi che
svuoterebbe la funzione del Consiglio Comunale. Non può avvallare la
posizione
per cui il Consiglio si pronuncia, si esprime e questa espressione NON viene presa in considerazione.
Un
Presidente del Consiglio (che deve avere come suo compito fondamentale
quello di far funzionare bene il Consiglio Comunale, a prescindere dalle
proprie convinzioni) nella situazione attuale si rende conto che a
cinque mesi dalla fine del mandato, una forzatura di questa natura, non
condivisa, che mette in discussione la decisione del Consiglio,
determinerà la paralisi del Consiglio stesso.
Io ho
il dovere, per conto del Consiglio, di chiedere che questa paralisi non venga imposta al Consiglio.
Qualcuno
mi potrà dire che ne faccio una questione di forma io invece penso che
sia una questione di contenuto importantissimo per la storia della
città.
Se
(e spero di no! Spero di NO!) dovremo ridiscutere la delibera già
bocciata, chiederò ancora di intervenire e spiegherò cosa ne penso; ma
in questo
momento volevo dire che affermare che ciò di cui stiamo discutendo è
una questione di forma e non di contenuto è un errore clamoroso.
Ancora
una volta si dimostra la non comprensione dei fondamenti della
democrazia sui quali si regge anche il funzionamento del Consiglio
Comunale.
Pensare che si debba tutelare la funzione di rappresentanza del Comune è una cosa di sostanza e non di forma.
Chiedere
che questo organismo, eletto dai cittadini conti e non venga annientato
e non preso in considerazione è una questione di sostanza.
Per
questo io spero che chi governa Milano non faccia il torto di negare
l’esistenza del Consiglio, di negare la funzione che è quella di
esprimere,
di votare e di rispettare le votazioni che sono state fatte.
Concludo
dicendo che questo (e lo dico a tutti i colleghi) è un voto di
coscienza che pesa e peserà per l’oggi e per il futuro perché non credo
che, come non lo voglio io, questo Consiglio Comunale non voglio
passare alla cronaca, non dico alla storia, come il Consiglio Comunale
che non rispetta le decisioni che lo stesso Consiglio ha preso.
Tutto ciò vuol dire essere di opposizione? Su questo sbagliano i colleghi dell’opposizione.
Io
penso che nel Consiglio Comunale non esiste il voto di fiducia e non si
è o meno in maggioranza in rapporto alla votazione su un provvedimento.
La maggioranza si manifesta negli atti fondamentali.
Essere
o non essere nella maggioranza lo decide chi ne è parte e chi ne è
garante: il Sindaco può dichiararmi fuori della maggioranza oppure io
posso dire che esco dalle maggioranza.
Io
devo essere libero, in Consiglio, di votare come consigliere. E dico,
con molta serenità, che chi sostiene che questo è un voto di fiducia
sulla
Giunta sbaglia.
Qui
noi, in questa condizione, discutiamo sul merito e sulla dignità del
Consiglio Comunale e mi auguro che esso trovi al suo interno la forza
per
difendersi, anche se questo non piace alla Giunta.
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