"Ricostruzione del
centrosinistra o uscita a sinistra dalla morte del centrosinistra".
Intervento di Franco Ferrari
Il Manifesto di stamattina riporta, virgolettata, una dichiarazione di Vendola
che a mio parere chiarisce bene uno degli ostacoli al processo unitario a
sinistra: "Il centrosinistra è morto. Lo ha ucciso Renzi. Per ricostruirlo
bisogna battere il renzismo". La citazione contiene tre proposizioni.
1) "Il centrosinistra è morto". Su questo penso che
siamo quasi tutti d'accordo. la differenza di analisi sta nel decidere quando
sia avvenuta la sua morte. Per alcuni, e io sono tra quelli, era morto con la
crisi e la caduta dell'ultimo governo Prodi. Ma questa è una differenza che
riguarda il passato.
2) "Lo ha ucciso Renzi". Su questa
affermazione c'è già un punto importante di dissenso. A mio parere il
centrosinistra è morto per ragioni "strutturali". L'ipotesi di
praticare un liberismo temperato sostenuto da un blocco sociale interclassista
portava inevitabilmente in un vicolo cieco. Renzi, quindi, non ha
"ucciso" il centro sinistra ma ha preso atto della sua sconfitta,
uscendone a destra. Ha scelto di puntare su un altro blocco sociale decisamente
classista, apertamente dalla parte del capitale contro il lavoro
(Confindustria, Marchionne, ecc.) in grado di perseguire con decisione una
presunta "modernizzazione" liberista dell'Italia.
3) La sconfitta del renzismo è necessaria per
"ricostruire il centrosinistra". Qui la differenza di analisi o di
valutazione del passato si trasforma in differenza strategica sul futuro. Una
parte della sinistra, e io condivido questa seconda opzione, non pensa affatto
che si possa e che si debba "ricostruire il centrosinistra". Lasciamo
da parte la contraddizione logica, che è anche politica, di voler ricostruire
qualcosa che è "morto". Rifiutare questa opzione Vuol dire lavorare
alla costruzione di un soggetto politico che si basi su una diversa strategia
con un diverso blocco sociale da quello del fu centrosinistra, con altri
contenuti programmatici, con altre forme di organizzazione e con una diversa
idea dei rapporti di forza politici all'interno di questo blocco. Chiarito
questo punto di differenza strategica (ricostruzione del centrosinistra o
uscita a sinistra dalla morte del centrosinistra, che non implica affatto una
deriva settaria) si può porre il terreno dell'unità in un altro modo, più
limitato e più realistico, ciascuno nella propria autonomia: come convergenza
tattica sul terreno della lotta al renzismo.
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