Sinistra, lettera aperta di Pippo Civati e Paolo
Ferrero
Pubblicato il 21 dic 2015
La primavera prossima si andrà al
voto in molte importanti città. Occasione imperdibile per la costruzione di
un’alternativa politica, morale e sociale al governo del Partito Nazione: in
quasi tutte le realtà si sta lavorando in questa direzione.
Chi parla di “eccezioni locali” sta
sbagliando: non esistono un Pd nazionale “cattivo” e un Pd locale “buono” con
cui invece si possono stringere alleanze. Si tratta ovunque dello stesso Pd e
delle stesse politiche. Precarietà, nuove povertà, marginalità sociale, dramma
abitativo: gli effetti di Jobs act, “buona” scuola, finanza fantasiosa (dopo
quella creativa di Tremonti) si manifestano dolorosamente e con chiarezza
proprio a livello locale, ed è con l’impatto delle politiche nazionali che i
nuovi sindaci si troveranno a fare i conti.
.A Milano si avvia alla conclusione
la stagione della giunta arancione. L’”anomalia” sta per essere normalizzata.
Gli ultimi mesi di giunta Pisapia costituiscono con ogni evidenza l’antipasto
di questa normalizzazione, dalle primarie “di coalizione” che sono una faccenda
tutta interna al Pd, alla recente vicenda degli scali ferroviari, che smonta
definitivamente la retorica della partecipazione: una gestione dirigista che
non garantisce nemmeno il coinvolgimento del Consiglio Comunale e l’ordinario
esercizio di democrazia.
Da sempre Milano è il laboratorio
politico del Paese. Qui sono cominciati molti processi di valenza generale, nel
bene e nel male. Ed è da Milano che si può partire per costruire una solida
alternativa al Partito Nazione. Per una città più moderna e più giusta.
La partecipatissima assemblea di
martedi 15 alla Camera del Lavoro di Milano ha manifestato una forte domanda in
questa direzione. Si tratta di costruire risposte autenticamente partecipate, a
cominciare da un’attenta analisi -luci e ombre- degli ultimi 5 anni di giunta,
mettendo in rete realtà che non si parlano o hanno smesso di parlarsi e
superando la certezza di essere sufficienti a noi stessi.
Nuovi legami solidificati da un
programma di governo fatto di proposte e soluzioni in grado di parlare a tutta
la Milano possibile, con una coalizione ampia e plurale, dalle forze di
sinistra, ambientaliste, laiche, libertarie e riformiste al civismo democratico
e dei beni comuni.
La politica già vivente delle
moltissime associazioni, dei comitati, delle buone pratiche nate spontaneamente
dalle donne e dagli uomini che vivono quotidianamente la città, deve aspirare a
diventare programma di governo alternativo a quello del partito Expo, versione
milanese e smart del partito Nazione.
Contro la logica illusoria dell’uomo
solo al comando o degli scioglimenti palingenetici, questo nuovo inizio non può
che assumere la forma del dialogo e della coalizione tra soggetti che, pur
nelle loro differenze, sappiano lavorare insieme per favorire la costruzione di
un processo unitario, offrendosi come facilitatori e catalizzatori e non come
titolari della proposta: la sinistra è fuori di se!
E’ il tempo giusto per restituire
vero protagonismo politico a quel grande e composito movimento – dai referendum
sulla cosa pubblica, sull’acqua, sul nucleare e su problematiche cittadine, al
movimento delle donne, i militanti per i diritti civili, le associazioni
ambientaliste, le lotte del e per il lavoro, per l’abitare, per gli spazi
sociali, per una scuola davvero buona, per i diritti di cittadinanza dei
migranti- che con un vero e proprio moto “di liberazione” nel 2011 diede avvio
all’alternativa milanese, e che non ha mai smesso di esistere nonostante la
progressiva disillusione, dal restringimento degli spazi di partecipazione
all’irruzione normalizzatrice del Pd renziano.
Quegli umori, quei desideri, quelle
aspirazioni politiche restano vive, e attendono di prendere corpo in una
proposta di governo davvero nuova, inclusiva e più giusta.
Questo è quello di cui abbiamo
bisogno, e questo quello che dobbiamo realizzare. Tutte e tutti insieme.
Pippo Civati
Paolo Ferrero
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