BREBEMI: AGRICOLTORI INFURIATI. IL CORRIERE “SCARICA” L’A35
Incredibile, proprio l’angelo custode mediatico della Brebemi, il Corriere della Sera scrive: “la Brebemi-A35 è in largo passivo, ma gli
amministratori si beccano un aumento del 20% nei
loro già monumentali compensi.”
Dal 2012 i compesi erano già cresciuti del 70% e si tratta di cifre
ragguardevoli, emoluemti che vanno dai 400mila agli oltre 600mila Euro. E
poiché si prevede un soccorso del Ministero dei Trasporti pari alla somma di
320 milioni di Euro, anche il Corriere
nota: la somma è così notevole che alla Ue sono lì lì per decidere se aprire
una procedura d’infrazione.
Secondo gli accordi col Ministero, la Regione e i Comuni, infatti, i costi
e la gestione avrebbero dovuto essere interamente a carico dei soli privati.
Invece l’autostrada che collega Brescia a Milano con tutta probabilità finirà
tra non molto a carico dello Stato tramite il Ministero dei Trasporti,
fortemente impegnato, insieme alla Regione Lombardia, nella vicenda. Un’opera
inutile e dannosa, alla fine, diventa indifendibile per chiunque.
La cosa altrettanto significativa del Corriere della Sera è che il giornale è sempre stato un impavido
sostenitore della Brebemi, con frequenti articoli a favore anche contro ogni
logica, ogni evidenza.
Gli ultimi articoli sono di un mese fa, quando
faceva notare che avere l’A4 intasata e la Brebemi deserta è un incomprensibile
“paradosso”, oppure quando notava trionfalmente che il traffico era aumentato del 110% per cui sarebbe stato un bene se si fosse proseguiti
a costruire le altre megaopere stradali previste.
Nella realtà, l’obiettivo di traffico da 60mila transiti effettivi al
giorno, necessario per l’equilibrio finanziario della Società, è lontano
dall’essere raggiunto: nel 2015 i transiti effettivi (cioè le auto che
percorrono tutta l’autostrada A35) sono stati poco più di 23mila al giorno.
Ora, non solo il Corriere
pubblica un pezzo di grave accusa, ma addirittura le foto
dell’autostrada deserta. Non era mai accuduto prima. Forse,
avrebbe potuto aggiungere che le trecento aziende agricole espropriate, con
notevoli danni al territorio e all’agricoltura, sono ancora tutte da risarcire.
Con quali soldi? Con i proventi. Però i proventi non ci sono, dunque chi
risarcirà mai gli agricoltori?
La società Brebemi assicura che i soldi giungeranno agli agricoltori entro i primi mesi del 2017.
E qualora non fosse in grado di coprire i costi? Con tutta probabilità
interverrano le casse dello Stato. Da qui la puzza di bruciato che sale fino a
Bruxelles.
In effetti, gli unici a guadagnare dalla nuova autostrata A35 sono gli
amministratori che ogni anno vedono aumentare i compensi nonostante il bilancio
in rosso.
Gli agricoltori chiedono anche i danni per i terreni “tagliati” dal
passaggio dell’autostrada, nonché dei mancati introiti per il terreno
sottratto, a fronte di chi ritiene sia sufficiente liquidarli con il
risarcimento degli espropri.
Nelle aree imprigionare fra la Tav e la Brebemi, gli agricoltori non hanno
visto un centesimo e non le possono nemmeno coltivare, perché fisicamente
circondate dalla ferrovia in costruzione e dall’autostrada. «Ha quindi il
sapore della beffa l’annuncio di lavori per altri 50 milioni di euro per una
bretella fra Brebemi e A4 quando la società non ha neppure finito di pagare i
terreni ingoiati dall’autostrada – spiega Ettore Prandini, Presidente di
Coldiretti Lombardia – E non stiamo parlando di una o due realtà, ma di circa
300 aziende agricole danneggiate».
In provincia di Brescia nell’80% dei casi non è stato versato il saldo dei
risarcimenti e a nessuno sono stati pagate né le aree intrappolate fra Tav e
Brebemi né quelle per le fasce di mitigazione. Nella Bergamasca
un’azienda su due aspetta ancora i risarcimenti, mentre a Milano la situazione
riguarda il 90% delle imprese agricole.
In queste condizioni, la società Brebemi ha deciso di aumentare i compensi
ai propri amministatori. La Brebemi, nota alla fine l’articolista
del Corriere, Vittorio
Cerdelli, “contattata in merito all’aumento dei compensi degli amministratori
segnalato sul bilancio della società stessa, non ha voluto commentare”. Ormai
gli amministratori non rispondono più nemmeno alla stampa di favore, a quella
che li ha sempre sostenuti e che, preseumibilmente, anche per questo li ha
mollati. Non è rimasto più nessuno a sostenere la Brebemi.
Pubblicato da Roberto Schena
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