sabato 21 maggio 2016

Il capolavoro di Renzi? Più di due milioni di famiglie che vivono senza redditi da lavoro.



Il capolavoro di Renzi? Più di due milioni di famiglie che vivono senza redditi da lavoro.
In Italia ci sono 2,2 milioni di famiglie che vivono senza redditi da lavoro. E' il dato relativo al 2015 che emerge dall'ultimo rapporto annuale dell'Istat. Le famiglie "jobless" sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell'anno scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo su quattro. La quota scende all'8,2% al Nord e al 11,5% al Centro. L'incremento ha riguardato le famiglie giovani rispetto alle adulte: tra le prime l'incidenza è raddoppiata dal 6,7% al 13%, tra le seconde è passata dal 12,7% al 15,1%. Le persone che vorrebbero lavorare ma che non hanno un impiego sono in Italia 6,5 milioni. E per il 2016 l'Istat evidenzia che l'andamento del mercato del lavoro "è incerto" e quello dei prezzi "appare ancora molto debole".


"I dati Istat sulla povertà sono drammatici e ci dicono che aumentano sempre di più le diseguaglianze – commenta il segretario del Prc Paolo Ferrero -. Questa situazione è il frutto delle politiche di Renzi, a partire dal jobs act e dai regali ai padroni, che aggravano la crisi e peggiorano le condizioni degli italiani, in particolare delle fasce più deboli. Serve un piano per il lavoro e una patrimoniale sulle grandi ricchezze, la propaganda renziana non può nulla contro i dati di realtà e le condizioni di vita che continuano a peggiorare".
Secondo il movimento cinque stelle, il rapporto dell'Istat certifica una situazione disastrosa per tutte quelle famiglie che sono in difficolta' economica a causa della crisi ed in particolare mettono l'accento sull'aumento della poverta' minorile e sull'aumento della poverta' nel Mezzogiorno.
Nunzia Catalfo, prima firmataria della proposta di legge del M5S sul reddito di cittadinanza sottolinea che il Mezzogiorno “e' stato completamente abbandonato da questo governo e cio' si evince anche dai dati ISTAT, dove la quota di persone gravemente deprivate risulta 3 volte piu' elevata che al nord- prosegue-. Altro dato che ci preoccupa moltissimo e' quello relativo all'aumento della percentuale dei minori a rischio di poverta' relativa. Secondo il rapporto, infatti, l'incidenza di poverta' relativa per i minori e' passato dal 11%-12% tra il 1997 ed il 2011 al 19% nel 2014, nonche' il dato che riguarda le famiglie prive di redditi che e' passato da 9,4 a 14,2%."
Il nostro Paese e', insieme alla Grecia, l'unico Paese che ancora non ha introdotto una misura di sostegno economico come il Reddito di cittadinanza.

Nessun commento:

Posta un commento